domenica 26 luglio 2015

#romasonoio ma da settembre

Eh già perché l'autore dell'hashtag e della rivoluzione armata con ramazza e secchio per la monnezza, per eliminare il sudiciume da Roma Capitale e' in ferie e non le interromperà certo per dare, personalmente, un sano esempio di umana civiltà. Ma siamo abituati alle parole,a vanvera, degli artisti radical chic i quali, dall'alto del loro trono di plastica,  hanno sempre pronta in tasca la soluzione ai problemi che affliggono noi plebei, ma mai una volta che si premurino di far seguire i fatti. #AlessandroGassman sia d'esempio, scenda dal lettino e si immerga mani e piedi nella latrina che ormai è diventata l'Urbe, invece di limitarsi a rinfrescarsi l'immagine lanciando un hashtag su Twitter, faccia una volta tanto la differenza, perché già tra qualche ora #Romasonoio non sarà più di tendenza e lei, con la sua rivoluzione, non farete più notizia.

venerdì 24 luglio 2015

E se quest'estate facessimo, invece della prova costume, la prova cervello?

Potrebbe essere il nuovo trend dell'estate 2015 quello di sfoggiare un cervello in splendida forma.
Invece delle diete ipocaloriche dai nomi più improbabili e fantasiosi, che promettono miracoli in soli 5 giorni, potremmo sostituirle con una sana scorpacciata di classici della letteratura, evitando, quando possibile, tutti quei giornalini e giornaletti pieni zeppi di finti gossip e notizie inverosimili.
Proporrei inoltre, al posto della tartaruga e degli addominali scolpiti, di eliminare quella cellulite deleteria che avvolge il nostro cervello, tutte quelle tossine che, magari involontariamente, assorbiamo nel corso dell'anno attraverso i nostri smartphone, sempre tra le nostre mani, impegnati in conversazioni su WhatsApp o su Messanger o a postare improbabili selfie acrobatici.
Molto meglio un aperitivo ghiacciato in compagnia dei nostri amici più cari, una pizza con birra fredda a mezzanotte, un tuffo in piscina, una passeggiata notturna in bicicletta, insomma preferiamo il reale al virtuale.
Arriveremo così pronti alla prova cervello.

Amore malato

Le parole colpiscono dritte come un pugno allo stomaco : "Ha ucciso per me, lo amo e lo aspetterò", queste le parole di una giovane donna, pronunciate davanti alla morte violenta, inspiegabile, inaccettabile di un giovane uomo per mano di un altro giovane uomo che lei dice di amare.
Un amore malato, un amore criminale, non può essere definito in altro modo.
L'amore non è morte, non è immobilizzare con del nastro adesivo ad una croce, non è chiudere, vigliaccamente, gli occhi e brandire il coltello verso un uomo che non è in nessun modo in grado di difendersi.
L'amore non è rimanere assolutamente impassibili nell'ascoltare la confessione di un omicidio efferato, per futilissimi motivi.
L'amore non è aspettare orgogliosamente uno spietato omicida, come se fosse un eroe, senza nemmeno provare una briciola di umana pietà verso i sopravvissuti alla morte.
L'amore è esattamente tutto il contrario e spero che qualcuno riesca a spiegarlo a questa giovane donna.


giovedì 23 luglio 2015

1000 ed un consiglio per una qualsiasi cosa

10 modi per innamorarsi 
come se io fossi incapace di capire se una persona mi fa o meno provare emozioni
10 modi per lasciarlo
 come se avere una lista mi rendesse più semplice l'inevitabile
10 modi per rilassarsi
 come se avessi bisogno di qualcuno che mi insegni a staccare la spina ed a riappropriarmi dei nostri spazi
10 modi per riconoscere le bugie 
come se fosse semplice smascherare un bugiardo 
ecc...
non c'è giorno che io non legga questi titoli assurdi sui social network, consigli per tutti, su ogni cosa, mancano giusto quelli per andare in bagno, ma confido che prima o poi qualcuno stili una lista meticolosa.
Non se ne posso veramente più, li trovo semplicemente irritanti.
Ho l'impressione di essere considerata un'incapace nell'affrontare i piccoli e grandi problemi e/o difficoltà della vita, come se fosse indispensabile avere sempre qualcuno che mi guidi e mi dica esattamente cosa e come fare.
Ma anche no grazie.
Preferisco tentare, buttarmi, sbagliare, rialzarmi, perdere, vincere, gioire, piangere, disperarmi, insomma voglio potere provare tutto quello che è il mio sentire personale senza seguire alcun consiglio prestampato e precompilato.
Non sono un piatto di alta cucina, sono una persona con ampie ed infinite possibilità, basta ridurmi a 10 regolette da manuale delle giovani marmotte, è svilente ed altamente riduttivo.
Io voglio assaporare la vita in ogni suo sapore, colore ed odore, liberamente, non voglio consigli di persone estranee che nemmeno mi conoscono, che si arrogano in diritto di decidere per me ciò che è giusto, buono, bello e corretto in base alle loro convinzioni puramente personali.
Io sono io, unica ed irripetibile e non ci sto a farmi ingabbiare, classificare, catalogare per rientrare in qualche assurdo elenco per il solo gusto di alimentare una statistica o scrivere qualche parola in più per ottenere un like.
Basta consigli, basta regole, vivete e non rompete.

Perdersi e ritrovarsi


Perdersi a ‪#‎18anni‬ è un attimo, si è nel pieno della giostra della vita, si hanno tanti ‪#‎sogni‬ , tante ‪#‎speranze‬, tanta avidità di mordere e bere gli attimi che quasi non ti accorgi dei minuti, delle ore, dei giorni, delle settimane, dei mesi e degli anni che volano via leggeri.
Fino a quando, in un giorno di piena estate, soleggiato, limpido e caldo un sorriso, uno sguardo che pensavi di avere dimenticato inaspettatamente ti riconosce e ti regala, di nuovo, bellissime emozioni, quelle che pensavi non esistessero più, perchè ne hai viste, sentite e provate così tante che avevi dimenticato quanto fosse semplice e naturale parlare, sorridere, senza pensieri, senza aspettative, semplicemente per il gusto di farlo.
Non è una storia, non c'è un lieto fine, sono solo piccole schegge di ricordi che per un momento, assolutamente per caso, hanno creato una piccola goccia di felicità pura.


immagine tratta dal cortometraggio "Paperman"


lunedì 20 luglio 2015

Mettetevi una mano sul cuore ed una sulla coscienza e fermatevi.

 Fermatevi prima che ci siano altre Raghad che muoiono sussurrando come una preghiera "papà" perchè uomini avidi di denaro le hanno buttato a mare l'insulina.
Fermatevi prima che altri 10, 100, 1000 uomini donne e bambini muoiano stipati come animali destinati al macello su carrette del mare, simili ai vagoni che conducevano all'inferno.
Fermatevi prima che altre Reem Sahwil piangano senza trovare nè compassione nè conforto nè umana pietà.
Fermatevi prima che altri materassi, cuscini, tavoli e sedie vengano bruciati perchè Voi, stupidamente, alimentate, soffiando sul fuoco, le fiamme della guerra fra poveri.
Fermatevi prima che ci siano altri bambini siano costretti ad uccidere uomini nel nome di una guerra santa.
Fermatevi prima che altro sangue venga versato perchè Voi, lupi travestiti da agnello, fornite armi ed uomini.
Fermatevi prima che sia troppo tardi.


martedì 14 luglio 2015

GiulianoFerrara l'elefantino in un negozio di cristalli

Le sue parole, all'indomani dell'#AccordoGrecia, pesano come macigni su chi a causa della Riforma Fornero, che lui vorrebbe elevata all'altare della santità, è entrato a far parte dei 50 mila esodati.
Il problema esodati, nonostante non sia più agli onori dell cronaca, quindi non ha quella visibilità mediatica che meriterebbe al pari dell' emergenza #migranti  che catalizza l'attenzione delle maggiori testate giornalistiche e dei social network, attende da tempo una risposta dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi che pare tuttavia fare orecchie da mercante e rivendicare il ruolo, inesistente di mediatore nell'evitare il Grexit.
Invito GiulianoFerrara ed i lettori di Libero a leggere questo link giusto per far riaffiorare il ricordo, sepolto nella memoria, di chi è stato ingannato e privato del proprio futuro da santa ElsaFornero.

lunedì 13 luglio 2015

Insieme a #BigJimmy oggi con #AccordoGrecia muore la democrazia

Le immagini più popolari che viaggiano in rete nelle ultime ore sono quelle che ritraggono #BigJimmy, personaggio famoso, seppur marginale, del mondo dello spettacolo, che noi tutti ricordiamo davanti alla porta rossa del #GrandeFratello, stroncato a soli 48 anni da un aneurisma.
Cordoglio alla famiglia, ma non solo a loro, anche al popolo greco che poco meno di una settimana fa, in una bellissima serata estiva di luglio, gridava a gran voce NO alle politiche economiche dell' austerity imposta dall'Unione Europea, pardon dalla Germania, rivendicando la propria sovranità nazionale sulle note del sirtaky.
Molto è stato scritto in questi 7 giorni, soprattutto sul ministro dell'economia uscente Varoufakis, le cui parole sono state spesso manipolate, così come tutte le notizie sulle isole greche, note mete turistiche, al solo scopo ricattatorio di piegare il popolo ribelle che aveva osato alzare la testa di fronte all'avanzare impietoso del Quarto Reich.
Pare che lo scopo sia stata raggiunto e che il Primo Ministro greco #Tsipras abbia accettato un pacchetto di norme e riforme per evitare il default e per allontanare lo spettro del #Grexit.
La Grecia è stata ridotta in schiavitù, chi sarà il prossimo?


domenica 5 luglio 2015

#Greekreferendum finalmente il popolo protagonista

Oggi il popolo greco ha una grossa responsabilità, indipendentemente dall'esito del referendum, dovrà decidere del proprio destino, direttamente, senza filtri, senza ordini dall'alto.
Mentre tutti noi, io compresa, siamo qui a scrivere post sui social network, improvvisandoci improbabili economisti ed opinionisti dell'ultimo minuto, loro, con un gesto semplicissimo, avranno quello che a noi è negato da anni: la possibilità di esprimersi democraticamente, parola sconosciuta al panorama internazionale non solo italiano, ma anche europeo, su una questione che influenza direttamente la loro vita.
Senza essere particolarmente esperti ormai pare evidente che questa unione europea lo è solo economicamente, non certo socialmente, ciò che conta non sono i popoli dei vari paesi aderenti, che possono essere tranquillamente spremuti come limoni e ridotti all'osso dall'austeruty, ma solo ed esclusivamente le varie speculazioni economiche poste in essere dai diversi attori finanziari.
Una vera e propria dittatura davanti alla quale il popolo ellenico può scegliere se continuare ad abbassare la testa o provare a rialzarla, perchè alla fine le lacrime disperate le versa il povero pensionato seduto sul marciapiede, con la schiena appoggiata alla saracinesca abbassata di un bancomat chiuso, non certo la banca.



venerdì 3 luglio 2015

#Grexit: e se sui barconi ci fossero i greci?

Se iniziassero a sbarcare sulle nostre coste i greci, che fuggono dalla loro patria, in cerca di un po' di quella fortuna, ora negata da quelle saracinesche abbassate, attraverso le quali molti pensionati, ormai stanchi e provati, sbirciano per vedere se qualcuno di buon cuore le apra, avremmo i coraggio di rispedirli indietro?
Cosa faremmo se ci trovassimo davanti un ragazzo un greco che ci chiede l'euro del carrello, che stiamo per riporre, dopo averlo vuotato dalla spesa?
Saremmo offesi ed indignati se fossimo invitati dalle Prefetture a mettere a disposizioni le nostre case e l numerose strutture pubbliche  vuote ed in disuso, per alloggiare famiglie greche sull'orlo del baratro?
Avremmo il coraggio di dire a questi  greci allo stremo delle loro forze di tornare a casa loro quando in Grecia miseria e povertà, figlie dell' austerity e delle politiche fallimentari e sbagliate, sono ormai padrone di tutto?
E se al loro posto ci fossimo noi italiani?
Non è invece, forse, giunta finalmente l'ora di liberarci da queste catene che ci rendono schiavi di un sistema, corrotto e suicida,capace solo di arricchire chi è già ricco ed ad impoverire i più poveri?




Capita

che in un afoso e soleggiato mezzogiorno di luglio, all'uscita di un supermercato, incroci in auto, per caso, una mia cliente, o meglio ex cliente.
Capita che, nonostante entrambe siamo chiuse nei nostri abitacoli, lei con la coda dell'occhio mi riconosca..
Capita che lei si giri dall'altra parte, come se avesse visto una persona sgradevole.
Capita che io abbia messo a sua disposizione tutta la mia professionalità comprensiva di innumerevoli ore passate al telefono e di un infinito scambio di mail negli orari più assurdi della giornata.
Capita che oltre alla professionalità io abbia messo a disposizione anche la mia umanità perchè, tra una conversazione e l'altra, è parso inevitabile che emergessero particolari delicati non solo della sua vita, ma anche di quella dei suoi cari.
Capita che io, viste le sue molteplici difficoltà economiche le sia andata incontro dicendole di non preoccuparsi.
Capita che dopo aver fatto i salti mortali, il doppio carpiato con avvitamento e pure qualche volo senza paracadute, lei e tutta la combricola sull'orlo del baratro sia scomparsa.
Capita che abbia lasciato sulla strada numerosi debiti da pagare, compreso il mio onorario.
Capita che, nonostante io non sia nè una persona senza cuore nè tanto meno avara, abbia cercato con ogni mezzo di contattarla, ma senza mai riuscirci, anzi ottenendo in qualche occasione delle risposte scocciate da chi all'altro capo del telefono rispondeva per lei, coprendola.
Capita che poi scopro esser stata rimpiazzata da altro studio legale, chissà forse lavora gratis.
Capita che io non riceverò mai nulla per tutto il lavoro svolto in quasi una anno.
Capita che la persona che dovrebbe essere arrabbiata, quella che dovrebbe vergognarsi e nascondersi SEI TU, non certo io.

giovedì 2 luglio 2015

#DeLuca governerà in #Campania (per il momento)

e mi chiedo cosa possa provare un comune cittadino leggendo questa notizia, dopo i sospetti, le accuse nelle quali è stata avvolta la campagna elettorale e la sua successiva (scontata) elezione?
Cosa prova un cittadino di fronte all'applicazione, legittima, di una legge, che viene poi sospesa da un giudice,  in attesa che venga discusso il ricorso d'urgenza presentato dagli avvocati del Presidente della Regione Campania?
Cosa prova un cittadino di fronte all'ennesima prova, se mai ce ne fosse bisogno, di una giustizia dalle maglie larghe e contorte, vittima di se stessa e di un insieme di norme spesso in contrapposizione tra loro?
Cosa prova un cittadino che prima ha esultato alla notizia della sospensione, credendo che finalmente fosse stato ristabilito l'ordine, ed ora si vede riavvolge il nastro come se nulla fosse successo?
Cosa prova un cittadino di fronte al capovolgimento della realtà in cui i buoni sono i cattivi e viceversa?