lunedì 29 giugno 2015

La speranza sta morendo?

Il nostro destino, il futuro dei nostri figli  sembra essere appeso ad un sottilissimo filo, sotto di noi, nel baratro più nero e profondo si agitano mostri famelici, pronti da azzannarci, il possibile fallimento dell'Europa e il terrorismo internazionale. Sembra che non ci sia alcun modo per salvarci da questo destino ormai scritto, possiamo solo imparare a conviverci, cercando di limitare al massimo le consegue negative. Questo però non è vivere, non è nemmeno sopravvivere, e' vegetare attaccati alle macchine fino a quando ad uno ad uno gli organi non crederanno e moriremo, dopo una lunga e lenta agonia. Io però voglio vivere, voglio alzarmi da quel letto e ricominciare a fare progetti per il futuro, non sono ancora morta, nessuno di noi lo è anche se vogliono farcelo credere. 

sabato 27 giugno 2015

#Tunisia #Kuwait #Lione #Somalia Se vittime e carnefici sono uguali

Un turista in pantaloncini corti, con un ombrellone sotto il braccio, passeggia lungo la spiaggia, tra uomini, donne, bambini, famiglie che si stanno godendo una normalissima giornata di vacanza sdraiati al sole, forse in cerca di un posto dove potersi comodamente accampare.
Un uomo varca con la propria auto i cancelli di un'azienda presso la quale, ogni tanto, effettua, per lavoro, delle consegne.
Un uomo entra in una moschea, è il secondo venerdì di Ramadam, un giorno sacro.
Un uomo entra con un'auto nel villaggio di Leego.
Un giorno qualunque, uomini qualunque, azioni qualunque.
Nessuno è irriconoscibile, nessuno, almeno all'apparenza brandisce coltellacci e/o maceti, nessuno indossa le informi tute arancioni usate nei carceri americani, nessuno è rinchiuso in una gabbia, nessuno è inginocchiato con un'arma puntata alla nuca, nessuno si sta scavando la fossa.
Eppure il risultato finale sarà lo stesso: morte in luoghi comuni, innocui, (ad eccezione della  Somalia) nei quali ognuno di noi si sentirebbe al sicuro, lontani da quelle terribili e terrificanti immagini diffuse nei mesi scorsi.
Vittime e carnefici non si distinguono, si confondono, fin quasi a scomparire in quell'unico fotogramma dell'attentato, tuttavia, se guardiamo attentamente oltre a quelle immagini che velocemente si susseguono sui mass media e sui social network, noteremo, forse stupiti, che lì a terra, immobili, senza vita, l'uno accanto all'altro, ci sono persone che professano religioni differenti e che "dovrebbero" essere nemici.
Siamo proprio sicuri che si tratti di uno scontro fra civiltà e culture? O è quello che vogliono farci credere?
Intano nei civilissimi U.S.A., guidati dal Presidente, Premio Nobel per la Pace, Barack Obama, nel giorno della mattanza globale, nel giorno in cui il più elementare diritto umano, quello alla vita, è stato per l'ennesima volta violato, si festeggia il riconoscimento del diritto al matrimonio per tutti, senza alcuna distinzione.
Una festa assordante, colorata che sovrasta prepotentemente il silenzio dei morti a faccia in giù nella sabbia ed in mezzo alla macerie, loro non festeggeranno mai più.



giovedì 25 giugno 2015

Parole

Le parole sono lì, solo che non trovano la strada per uscire e per andarsi a fissare su una pagina.
Fanno un girotondo, saltellano qua e là, corrono o si fermano improvvisamente, con il rischio di cadere, alcune si divertono a giocare a nascondino.
Sono tante, tantissime, sgomitano l'una contro l'altra nella speranza di passare, per andarsi  a tuffare in un mare di immagini sovrapposte.
Tentano da giorni di afferrare una moltitudine di sensazioni che si allontano volando sempre più in alto come aquiloni senza padrone.
Parole, parole, parole alcune di esse sono inutili, superflue, meriterebbero di essere gettate via.
Parole, parole, parole bellissime e dolci che portano una carezza, un abbraccio, una breve parentesi di felicità.
Parole, parole, parole che si perdono nell'aria prima di raggiungere il destinatario, che si confondono sullo sfondo che non riescono a descrivere.
Parole, parole, parole leggere come l'amore o pesanti come l'odio.




martedì 23 giugno 2015

Aspettare

non c'è altro da fare, abituati sempre a fare, a correre, a cercare soluzioni, parole, altro non si può fare che aspettare.
Aspettare seduti su una scomoda sedia, in piedi passeggiando lungo un interminabile corridoio, appoggiati ad un muro, inerti controvoglia.
Aspettare contando i pensieri intrecciati in parole non dette o non ascoltate.
Aspettare guardando le lancette immobili di un orologio che ha smesso di scandire il tempo, come se il momento si prolungasse all'infinito.
Aspettare che una porta si apra, aspettare che qualcuno ci dia delle notizie, aspettare le risposte alle nostre domande che forse non arriveranno mai.
Aspettare che la natura semplicemente compia il suo ciclo.
Aspettare con ansia, con gioia, con dolore, con rassegnazione.
Aspettare che qualcosa accada.

lunedì 22 giugno 2015

Ed io con le mie figlie non siamo #famiglia?

Mi scrive A. in chat venerdì, due giorni prima del #FamilyDay di domenica 20 giugno.
Secondo gli organizzatori della manifestazione famiglia è il risultato dell'operazione mamma+papà+ figlio/ì.
Ma è proprio così?
A. è divorziata da anni dal suo ex marito, ha cresciuto da sola le sue figlie, ormai giovani donne, che hanno avuto accanto il padre solo in sporadiche occasioni, loro tre non sono famiglia?
D. sta crescendo da sola suo figlio, con l'aiuto dei suoi genitori, persone all'antica tutte d'un pezzo che, a differenza del suo compagno, con il quale conviveva ed aveva progettato di sposarsi, le sono sempre rimasti accanto, aiutandola a risollevarsi, loro due non sono famiglia?
S. ha un figlio ormai alle soglie della maggiore età ed un ex marito quasi inesistente, che è fuggito tutte le volte che lei, in passato, gli ha chiesto aiuto nei momenti più difficili e tempestosi dell'adolescenza, loro due non sono famiglia?
M. vive con i suoi due figli, il suo ex marito pare si sia scordato di essere un padre, appare e scompare a suo piacimento, pensa soprattutto a godersi la bella vita con la sua compagna, un eterno Peter Pan, loro tre non sono famiglia?
S. vive con la figlia di quasi quattro anni, ha ripreso in mano la sua vita dopo essersi liberata dalle catene di una storia tossica che le ha avvelenato il cuore, la mente e prosciugato, letteralmente, il portafoglio ed il contro corrente, loro due non sono famiglia?
A. vive con la figlia da sempre, quando la bimba aveva poco meno di un anno, il suo ex dal giorno alla notte è fuggito con tutti i risparmi, lasciandola senza nulla, se non quella neonata da accudire e che paradossalmente le ha salvato la vita, loro due non sono famiglia?
M. è rimasta vedova poco più che quarantenne, sola con una figlia a poco a poco ha ricominciato a vivere accanto ad un altro uomo, loro non sono famiglia?
Se tutte queste persone non sono famiglia, cosa sono?

venerdì 19 giugno 2015

#migranti #Invalsi2015 #Grecia #Corona ovvero dacci oggi il nostro scoop quotidiano

migranti con divulgazione di notizie ed immagini sulla loro disperazione, sulla loro fuga, sulle loro precarie condizioni igienico sanitarie, sul loro sfruttamento da parte della malavita, in modo che possano suscitare sensi di colpa, dolore e tristezza, per addolcire meglio la pillola del sacrificio che ci verrà servita senza nemmeno un goccio d'acqua?
terroristi con le loro agghiaccianti esecuzioni, montate ad arte come nel più terrificante film di guerra, per spaventarci a morte, suscitare paura ed incuterci la sensazione che sia necessario ripensare alle nostre strategie di sicurezza, che tuttavia devono essere necessariamente politicamente corrette, quindi non filo spinato, non cemento armato, ma muri di gomma piuma sorvegliati da militari armati di pistola giocattolo?
Grecia ed il suo possibile crack forse già deciso a tavolino dalla coppia, di fatto, Hollande-Merkel?
Renzi & Co che per recuperare una manciata di consensi in più, con la complicità di intellettuali e star del cinema rosse, cambiano impercettibilmente la rotta, ma non troppo perchè devono pur sempre distinguersi da fascisti e populisti, anche se non si fanno scrupoli a riciclarne idee e progetti?
Maturità 2015 che, come ogni anno, diventa la notizia di punta dei Tg del mezzogiorno, con le solite banali interviste a studenti il cui unico pensiero è dimenticarsi, al più presto,  tutte le nozioni inutili apprese per un esame che verrà ricordato negli anni, non come una necessaria esperienza formativa, ma come la follia della scuola italiana che pretende di valutare la maturità di una persona dalle sue sole capacità scolastiche, come se il centro della vita fosse una sgarrupata aula scolastica dominata dal professore-tiranno di turno?
La scarcerazione di Corona e la scommessa sul fatto che la sua conversione sulla via di Damasco sia anche, ma non solo, un'abile mossa per rilanciare il suo personaggio in una società in cui se non posti un selfie su Instagramm non sei praticamente nessuno?
Varie ed eventuali


martedì 16 giugno 2015

#Ventimiglia tomba dell'ipocrita buonismo europeo

Clandestini, migranti o immigrati definiteli come volete, rimane il fatto che questi uomini accampati da tre giorni sugli scogli alle porte di #Ventimiglia sono stati sgomberati dalle Forze dell'Ordine, immagini che non lasciano indifferenti, una fotografia indelebile, un simbolo visibile e tangibile del naufragio completo della falsa politica di accoglienza e di integrazione tanto cara all'Unione Europea.
Al di là delle questioni politiche ed economiche, tutte queste persone, sulla cui pelle tanti hanno speculato e guadagnato, ora sono trattati come carne da macello, un rifiuto ingombrante da smaltire al più presto, con il solito rimpallo di responsabilità tra uno Stato e l'altro.
Nessuno li vuole, nessuno li accoglie, nessuno li cura, evidentemente la "bolla" dell'immigrazione è scoppiata e chi ne paga le tragiche conseguenze sono solo loro e noi, vittime alla ricerca di una via di fuga in un clima sempre più instabile e pronto ad esplodere alla minima scintilla.
La scelta tra vivere o morire ora è tra noi o loro, non i clandestini, migranti o immigrati, ma i POLITICI che hanno guidato quest'Europa che sta inesorabilmente e lentamente andando alla deriva.
Noi o Loro.
Io scelgo NOI.

lunedì 15 giugno 2015

Sono stanca di essere definita razzista

solo perchè, insieme ad altre migliaia di persone, chiedo al nostro Governo la sicurezza di poter salire su un treno o di passeggiare per le vie della città senza aver paura di essere aggredita, stuprata, derubata o uccisa.
Sono stanca di essere definita razzista perchè chiedo che le tasse che pago vengano, principalmente, investite nei servizi primari per i cittadini, ridotti all'osso se non addirittura inesistenti, e non in allestimento di campi profughi per persone che, nella maggior parte dei casi, fuggono, facendo perdere ogni loro traccia, in quanto  non vogliono essere in alcun modo identificate.
Sono stanca di essere definita razzista perchè difendo i diritti di numerose famiglie italiane sfrattate per colpa della crisi che lo Stato dimentica a favore di persone, delle quale ignoriamo a volte persino il nome, che vengono alloggiate a spese nostre e sulla cui pelle guadagna la malavita.
Sono stanca di essere definita razzista perchè non provo pietà per i numerosi immigrati che continuano ad arrivare con ogni mezzo, dai barconi ai treni ai bagagliai delle auto di uomini compiacenti senza scrupoli,  quando c'è un esercito affamato e povero di anziani che rovista tra l'immondizia in cerca di qualcosa da mangiare, ai margini della fiera dell'ipocrisia di Expo2015.
Sono stanca di essere definita razzista perchè non condivido il pensiero unico buonista filo europeista che viene divulgato a piene mani da giornalisti e/o opinionisti che vorrebbe impormi, pena il linciaggio mediatico di aprire le porte della mia casa, ma che però tiene chiuso a doppia mandata le loro di abitazioni.
Sono stanca di essere definita razzista perchè non metto like quando vengono postate ad arte foto di bambini morti, sotto le macerie di case devastate dalla guerra, da chi nemmeno si degna di menzionare i suicidi a causa della crisi che devastano intere famiglie.
Sono stanca di essere definita razzista da chi è razzista nei confronti di noi italiani che sosteniamo con i nostri sacrifici questo Paese governato da marionette allo sbando.

venerdì 12 giugno 2015

Qual è il prezzo di un braccio quasi amputato con un #machete

o di una testa spaccata come una noce di cocco di persone, barbaramente aggredite come se fossimo nel più infimo e degradato ghetto americano, nel bel mezzo di una lotta tra gang, durante lo svolgimento del loro lavoro?
ZERO.
Milano sede di Expo2015, vetrina del rilancio dell'Italia nel mondo, mostra prepotentemente il suo lato oscuro, stazioni e strade lastricate di cartoni, spazzatura, uomini, donne e bambini in condizioni igienico sanitarie precarie, veri e propri campi profughi a cielo aperto, nessuna regola, nessun controllo, vige la legge del più forte in un Paese, abbandonato alla deriva dall'Europa dei banchieri, imbavagliato da un buonismo ipocrita ed anacronistico.
Ma ci verrà detto, anzi urlato dai soliti radical chic seduti comodamente nei salotti dei talk show televisivi, che non stiamo respirando paura, ma solo un ingiustificato razzismo e che anzi, secondo i principi cristiani, tanto odiati ed osteggiati dagli stessi, dovremmo porgere l'altra guancia, per farcela affettare, servire e consumare su un piatto d'argento da chi vede nel profugo una banconota da 35 euro che cammina.


mercoledì 10 giugno 2015

Intossicazione da troppa (dis)informazione

Continuo a scorrere i social, Facebook e Twitter, da ormai quattro giorni, le notizie di cronaca e di gossip si susseguono velocemente, bombardati sistematicamente ed incessantemente per non pensare, la ruota panoramica affacciata sul mondo non smette per un secondo di girare, le scene però appaiono come un copione già scritto, già messo in scena e dal finale scontato.
Tra pochi giorni inizia l'estate e con essa l'immobilismo diventa ancora più immobile, complice le lunghe giornate di sole ed il caldo tutto verrà inevitabilmente rimandato a settembre, forse allo squillo della campanella del primo giorno di scuola.
Salvo tragici ed eclatanti colpi di scena, tutto deve essere meraviglioso per poter sorseggiare ed assaporare le vacanze, anche se si tratta solo di un mordi e fuggi, tutti felici e sorridenti sui nostri profili social, un po' come a Natale quando siamo tutti buoni come un pandoro e zuccherosi come un candito.
Nulla cambia, qualche pseudo presa di posizione, proteste, nuove forme di sciopero, ma niente si sposta di un millimetro, da Renzi a Marino, tutti saldamente fermi, imperturbabili, sereni, nonostante venti di bufera si agitano intorno a loro, sordi e ciechi a qualsiasi richiesta.

sabato 6 giugno 2015

#TheKolorsVincitori e la strada obbligata dei talent show

Se sei un giovane cantante o musicista in una band, difficilmente sfonderai nel panorama musicale italiano, nonostante il talento, nonostante ore ed ore di prove, magari dopo 8 ore di un lavoro mal pagato in un call center, di studio, anche autodidatta, e di concerti live nei posti più improbabili.
Se sei fortunato, se hai abbastanza risorse economiche, puoi tentare la fuga all'estero, insieme a tanti tuoi brillanti coetanei neolaureati in medicina, in ingegneria, in legge, per cercare di farti le ossa, di fare quell'esperienza che vada oltre quel pubblico mezzo addormentato ed annoiato che ti ritrovi quando sali sul palco mal messo montato alla bella e meglio alla sagra della ranocchia tanto cara a #Jovanotti. 
E se neppure tutto questo è ancora sufficiente per far uscire quel qualcosa, quel guizzo in più che credi di avere rispetto agli altri strimpellatori, puoi tentare la strada, tortuosa ed impietosa, dei talent show di #Amici o di #XFactor e finalmente, dopo tanti sacrifici, potresti anche alzare alla luce dei riflettori televisivi, sotto una miriade colorata di coriandoli, la coppa del vincitore, come è successo al front-man dei #TheKolors #Stash non dimenticando però che quello è un punto di partenza e non, come molti credono, di arrivo. 

(Ieri) Ultimo giorno di scuola

per il mio primogenito che ora, per la prima volta negli ultimi 9 mesi, può dormire senza avere il pensiero, quando si alzerà di dover fare i compiti e potrà dedicarsi alla sua attività preferita FARE SOLO IL BAMBINO.
Nei prossimi tre mesi non ci saranno sveglie che suonano impietose alle 7, liti per alzarsi, vestirsi, fare colazione ed uscire di casa abbastanza in tempo per arrivare prima che suoni la seconda campanella.
Nei prossimi tre mesi la sua vita non ruoterà esclusivamente intorno alla scuola ed al suo corollario di spiegazioni, lavagne piene, schede da compilare, quaderni da riempire, matite da temperare, penne cancellabili mordicchiate, gomme distrutte, ricreazioni, liti e giochi tra compagni, mensa affollata con cibo non sempre appetibile e stanchezza, tanta, tanta, stanchezza perchè per stare al passo si deve essere campioni olimpionici di salto agli ostacoli e velocista nei 100 metri.
Nei prossimi mesi finalmente anche mamma e papà ritorneranno a fare SOLO MAMMA E PAPA'.
Nei prossimi mesi correremo, giocheremo, andremo a fare passeggiate in bicicletta, andremo in piscina o al parco o in biblioteca a scegliere un libro o un dvd o un audiolibro, vedremo gli amici e trascorreremo del tempo con loro, insieme a i nonni mangeremo in gelato o nuoteremo al mare o staremo insieme.
Nei prossimi tre mesi SEMPLICEMENTE VIVREMO e speriamo che settembre e la #buonascuola arrivi il più tardi possibile.


venerdì 5 giugno 2015

Scrivere, scrivere, scrivere

a volte però sarebbe più opportuno non far scorrere velocemente le dita della mano sulla tastiera del pc o dello smartphone, ma fermarsi, fare un respiro profondo e pensare alle parole che vogliamo mettere nero su bianco, che sia un semplice tweet o un post su Facebook o un articolo sul blog.
Se siamo in cerca di click, like e follower basta cavalcare l'onda del momento, può essere un argomento qualsiasi, dalla cronaca, alla politica, al gossip, ed iniziare a sparare a 0 contro chi non ha la nostra stessa opinione, qualsiasi mezzo per farlo è lecito, persino le imboscate e le trappole, come il più spietato dei bracconieri in cerca di avorio da contrabbandare.
E chissenefrega se urtiamo la sensibilità, personale e professionale, della nostra vittima alla quale non abbiamo dato modo di difendersi perchè, alla fine, vogliamo solo il nostro, gratificante, quarto d'ora di celebrità da poter sfoggiare nei salotti dei social, al pari di un solitario nella scatolina blu di Tiffany, perchè solo l'apparenza conta, non certo la sostanza.
Se al contrario vogliamo essere letti, commentati, criticati, scriveremo ciò che più ci piace, secondo l'ispirazione del momento, seguendo il nostro istinto o semplicemente guardando i fatti, noti e meno noti, attraverso il caleidoscopio delle nostre esperienze di vita.
Solo su di noi ricade la responsabilità di cosa e come vogliamo scrivere, solo noi possiamo scegliere se essere scrittori o scribacchini falsi come una banconota da 80 euro.



giovedì 4 giugno 2015

#Jovanotti il Che Guevara de noialtri che predica il lavoro gratis

senza accorgersi che i due termini sono in contraddizione tra di loro.
Se si svolge un lavoro, di qualsiasi tipo, la legge prevede che venga corrisposta una retribuzione, in base ai contratti che vengono applicati nei diversi settori, poi però, noi italiani siamo abilissimi nel far passare vere e proprie attività lavorative come altro.
Stage presso le aziende, il praticantato per gli avvocati, il tirocinio per gli infermieri, la specializzazione per i medici, tutte mansioni che richiedono competenza, professionalità, responsabilità, dedizione assoluta, ma che hanno come contropartita ore ed ore di studio, 24h spesso passate in ufficio al limite della fame e della sete con un cambio sempre pronto, umiliazione da parte dei colleghi-domunus che "dovrebbero" insegnarti qualcosa, ma che a mala pena ti concedono il lusso di far loro le fotocopie di un fascicolo.
Nessuno ti capisce quando racconti questi episodi, faticano a crederti che tu, così forte e sicuro di te, pieghi la testa e subisci tutto questo per un' abilitazione.
Jovanotti lo dipinge come un'allegra sagra di paese, una breve parentesi della sua vita spensierata, dove tutti sono gentili e disponibili, ma non è così e lo invito a parlare con chi la gavetta l'ha fatta seriamente, o ancora meglio perchè non la fa fare a sua figlia invece di mandarla in America, dato che ritiene il lavorare gratis altamente formativo!

martedì 2 giugno 2015

Festa dell' #impresentabile Repubblica Italiana

Il 2 giugno è una data che ognuno di noi dovrebbe orgogliosamente e quotidianamente ricordare, in questa giornata si celebra l'anniversario del referendum, il primo a suffragio universale, che si svolse dal 2 al 3 giugno 1946 nel quale gli italiani furono chiamati a scegliere quale forma istituzionale, repubblica o monarchia, avrebbe dovuto assumere l'Italia all'indomani della caduta del regime fascista.
Sono passati due giorni dalle elezioni regionali, nonostante la lista degli impresentabili redatta dalla Commissione Parlamentare Antimafia, presieduta dall' Onorevole Rosy Bindi, in posizione di minoranza all'interno del PD Renziano e per questo apertamente accusata di aver attuato una mera vendetta personale, Vincenzo De Luca è il nuovo Presidente della Regione Campania, con l'appoggio, silente ed incondizionato, del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, passato dai giochi di guerra con la play-station alla tuta mimetica, in perfetto stile americano, ma non certo nel rispetto di ciò che rappresenta l'esercito, lo stesso chiamato, come se fosse una società di vigilanza privata, a vegliare su Expo2015 e costretto a tempo indefinibile a dormire nelle tende, al pari dei terremotati, degli alluvionati.
Una nitida fotografia a colori  del potere assoluto che governa il nostro Paese, è innegabile che si sia assistito ad una vera e e propria emorragia di voti a favore delle forze politiche d'opposizione, Lega Nord e M5S, ma LUI, imperturbabile e ostentatamente sereno, è sempre lì comodamente  seduto su quella poltrona, a sbandierare i suoi proclami dai balconi mediatici, rigorosamente senza alcun tipo di confronto, sul sindacato unico e sulla necessità di riformare il partito, in altri termini eliminare gli ultimi dissidenti al suo interno per circondarsi solo di fedelissimi.
Un solo partito, un solo sindacato, un solo uomo al potere.
Sarebbe necessario, oggi più che mai, ripetere nuovamente il referendum del 1946, ma prima è assolutamente d'obbligo far cadere il regime renziano