giovedì 29 gennaio 2015

Oggi è il P-Day

Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato, oggi 29 gennaio, come promesso da Renzi, è il P-Day!
Sincronizziamo gli orologi alle 15, sintonizziamo ogni canale di comunicazione e prepariamoci ad una lunga maratona mediatica, prima della quarta votazione infatti saranno solo fumate nere, abbiamo quindi tutto il tempo di fare le nostre cose.
Chi sarà il fortunato vincitore della carica di Presidente della Repubblica?
Innumerevoli i candidati da Magalli a Mattarella, ultimo nome uscito nella notte dal cilindro del Pd, passando per Bersani, si proprio lui, quello deriso in diretta streaming dal M5S che ora, non si sa bene per quale oscuro motivo, lo candida alle proprie Quirinarie.
Cambierà qualcosa?
Non credo, un Presidente, seppur (semi)nuovo, si rapporterà con una composizione del Parlamento immutata dalle ultime elezioni, nonostante il rapido susseguirsi di Presidenti del Consiglio, Monti, Letta, Renzi, i membri si cambiano eventualmente la casacca, ma sempre quelli sono, attaccati alla poltrona come le cozze allo scoglio.
Ci fanno credere di cambiare tutto, in realtà per noi domani sarà uguale ad oggi e, salvo improbabili tempeste perfette, sarà così fino alla fine dei nostri giorni!

mercoledì 28 gennaio 2015

Salvini: dalle copertine al trono di Uomini e Donne!

Inizialmente l'altro Matteo ovvero Matteo Salvini era l'uomo desnudo sulla copertina di Oggi  ora è il perfetto candidato al trono di Uomini e Donne, fossi in Maria un colpo di telefono glielo farei, il successo sarebbe assicurato!
Un quarto di macho latino, un quarto di aria strafottente e polemica, un quarto di notorietà televisiva, un quarto di media intelligenza ed ecco a voi l'uomo che non solo fa battere il cuore alla bella Elisa Isoardi, ma sulle note della famosa canzone di Renato Zero " Il Triangolo" pare suscitate pensieri ben poco casti a Efe Bal .
Ma nell'harem del bel Matteo spunta anche la ex Giulia, attualmente al centro dell'attenzione per una vicenda tutta da chiarire in merito alla sua assunzione in regione.
Trame degne di Beautiful de noialtri che spero non distolgano il nostro Braveheart da tutte le sue battaglie politiche.


Risposte

Dopo anni di silenzi, di parole non dette, di sguardi evitati quando, raramente, capitava di incontrarci, mi hai inviato un messaggio, "Per fare due chiacchiere", mi hai scritto.
Di cosa avremmo parlato dopo così tanto tempo?
La prima volta che ti ho incontrato non avevo nemmeno 16 anni,  ti avevo notato in mezzo alla folla di studenti che salivano in corriera ogni giorno perchè non ti uniformavi agli altri.
Ti osservavo da lontano, neppure sapevi che esistevo, pensavo ad un modo per avvicinarti, per poterti parlare almeno una volta.
All'epoca non c'erano sms, WhatsApp, nè tantomento Facebook così ti inviai una cartolina con un semplice saluto.
La cosa ti stupì, iniziasti a chiedere agli amici chi l'aveva inviata, fino a quando non arrivasti, quasi per caso, a me. 
Se mi concentro sento ancora quell'emozione, quel cuore al posto dello stomaco che mi ha accompagnato tutte le volte che ci vedevamo, che ci abbracciavamo, che litigavamo, che facevamo pace...
Poi ad un tratto è svanito tutto e la gioia si è trasformata in un dolore immenso, profondo, palpabile e le nostre strade si sono divise, fino ad oggi.
Mentre ti aspetto mi viene in mente l'ultima volta che ci siamo baciati, era la sera del mio diciottesimo compleanno e ricordo di aver voluto che il tempo si fermasse, che il tuo profumo non andasse più via.
Ed invece prima un giorno, poi un mese, poi anni sono trascorsi, ed ora mi ritrovo qua con mille domande che mi girano in testa.
Sono le 10 passate, non arrivi ed io ho un altro appuntamento, lascio un biglietto alla tua segretaria, non posso aspettarti ancora e mentre sto cercando i guanti vedo che me li stai porgendo :" Rimani" , mi dici "Non andartene" mi ripeti, mi arriva il tuo profumo che in un attimo cancella tutto quello che c'è stato fino a quel momento, "Parliamo" e decido che in fondo ho bisogno delle tue risposte.

martedì 27 gennaio 2015

Abito da sposa cercarsi

possibilmente bello, prezioso, principesco, fastoso e  luccicante!
L'abito, per la sposa, rappresenta il 99% del matrimonio, deve trasformarla nella protagonista assoluta ed indiscussa di quel giorno, nessuna deve oscurarla.
Per questo motivo mamma e amiche sono sottoposte a veri e propri tour de force nei vari atelier, nelle mostre e nelle fiere degli sposi, a lunghe ed interminabili sessioni di prove, nelle quali ogni particolare viene analizzato, soppesato, valutato dall'occhio critico della sposa.
Il vestito per essere perfetto deve coordinarsi non solo con il trucco ed il parrucco della sposa, ma anche con il quello dello sposo e delle damigelle, con il buoquet, con i fiori della chiesa e della location, con gli abiti degli invitati, con i colori , le tovaglie ed i tovaglioli dei tableau, con le bomboniere e persino con la torta nuziale!
Diete da fame, ore ed ore di palestra e solarium, per entrare in quel vestito, costato anni di risparmi e  di paghette settimanali.
Come minimo quindi, passato il fatidico giorno, quel vestito dovrebbe esser messo in cassaforte, trattato e venerato come una reliquia ed invece?
Invece viene venduto!
E la mia domanda è: chi lo comprerebbe seppur praticamente nuovo, usato solo una volta?


lunedì 26 gennaio 2015

La tabellina del 4, parte seconda.

Questa mattina il mio settenne, dopo una settimana, è rientrato a scuola, con lo stomaco attorcigliato dall'ansia, ed io come lui.
Avevo scritto sul suo diario una breve nota alla maestra di matematica per spiegarle che metodo avevamo usato per la memorizzazione del tabellina visto che quello tradizionale con lui non aveva funzionato.
Sono stata in pensiero tutt'oggi, mi chiedevo come sarebbe andata, se lui fosse riuscito a superare questo piccolo scoglio, il primo di una lunga, interminabile ed inevitabile serie.
Verso le 17.00 chiamo mia suocera che era passata a prenderlo e, finalmente, gli parlo, un'esplosione di gioia, era andata meglio del previsto, devo avere più fiducia in lui e nelle sue capacità!
Nonostante qualche incertezza era riuscito a rispondere alle domande della maestra, che lo dovrà risentire, e tutto entusiasta le ha mostrato e spiegato il funzionamento delle sue carte.
Più tardi sono anche riuscita a parlare con lei, a spiegarle i miei dubbi, le mie preoccupazioni che non riguardano tanto il voto finale, quanto che mio figlio possa vivere come sconfitte le sue difficoltà, e sono sempre più convinta che se c'è dialogo tra genitori, alunni ed insegnanti la scuola, nonostante tutte le sue carenze economiche e strutturali, può ancora funzionare al meglio e trasmettere tanto ai nostri figli.


Una persona che una volta ho conosciuto

Ho smesso di amarti quando mi sono girata e non ti ho trovato al mio fianco, di colpo, come se un interruttore dentro di me si fosse spento per sempre.
Ho provato e riprovato, ma come potevo costringermi ad amare un uomo inesistente?
Un po' come lanciarsi nel vuoto senza paracadute, una cosa veramente stupida e senza alcun senso.
Ti avrei perdonato qualsiasi cosa, ma non questa tua mancanza.
Ho provato a spiegarti che ogni tuo tentativo si sarebbe infranto contro il muro che avevo eretto per proteggermi, ma tu non hai capito ed hai insistito, ad ogni tuo attacco io alzavo le difese sempre di più.
Non hai capito o più semplicemente era più facile non ammettere i tuoi errori, le tue mancanze, e così  hai iniziato a mentire agli altri su di me, su di noi.
Ti sei costruito un castello di carte dove ti sei rifugiato, basterebbe un mio soffio e tutto crollerebbe, ma non lo farò perchè tu per me sei solo una persona che una volta ho conosciuto.



Cos'è la sinistra?

Sono un po' confusa sull'argomento!
#Tspiras fresco vincitore, direi scontato, delle elezioni greche, che vaneggia la fine dell' austerity, l'uscita dall'euro, che tuttavia deve forzatamente allearsi con il centrodestra?
#Renzi il cicerone della Merkel, fiero sostenitore dell'Europa e della moneta unica, l'uomo sulla banconota da 80 euro, il rottamatore, come ama, anzi amava definirsi, che tuttavia ha stipulato il patto del nazareno con Berlusconi, uomo politico non certo di primo pelo?
#D'Alema il radical chic del quasi defunto Pd, assolutamente incapace di sostenere un dibattito politico con Marine Le Pen massima esponente del nazionalismo francese?
Che la sinistra, italiana e greca, necessiti di qualche seduta dallo psicologo per riscoprire la propria identità, ammesso che ne abbia ancora una?
Se ha bisogno, obbligatoriamente, della destra per poter governare bhe continuare a chiamarsi sinistra non è un controsenso, o no?

27 gennaio 2015 giorno della memoria

Non  ho visto, respirato, toccato l'orrore.
Non ho visto distruggere la mia quotidianità in modo arbitrario.
Non sono stata limitata in ogni mia azione fino al quasi totale immobilismo.
Non sono stata costretta a nascondermi con la paura costante di esser scoperta.
Non ho vissuto come un topo nella speranza di poter guadagnare anche solo qualche giorno, qualche ora, qualche minuto in più di vita.
Non so cosa si prova ad essere privati di ogni dignità, ad essere ridotta peggio degli animali per la follia di pochi.
Non so cosa sia  il freddo che ti entra fino al cuore, la fame, la sete, la sofferenza, l'umiliazione.
Non ho mai dovuto scoprire dentro di me forza di resistere, anche solo con un disegno o con una nota musicale, per non soccombere.
Non posso negare che ciò sia accaduto.
Non devo permettere che succeda di nuovo.
Non devo dimenticare.

27 gennaio 2015 giorno della memoria




domenica 25 gennaio 2015

5 consigli per realizzare una festa di compleanno very cool per vostro figlio!

Feste di compleanno a casa con gli amichetti con torta di compleanno preparata dalla mamma o dalla nonna?
Completamente out!
Ora le feste di compleanno dei bambini sono dei veri e propri eventi mondani  e nulla è lasciato al caso, a partire dalla location fino al pensierino per i piccoli invitati.
Quindi se volete organizzare una festa per vostro figlio very cool seguite questi cinque semplici, ma utili consigli :
1. pianificate la festa con almeno un mese, massimo quindici giorni, di anticipo, dando così modo agli invitati di potersi organizzare;
2. distribuite gli inviti, mi raccomando a tutti i compagni di classe o farete la figura dei cafoni, sui quali sarà indicato nome del festeggiato, data, orario, luogo, numero di telefono per raccogliere le adesioni. Sarebbe utilissimo accompagnare il biglietto da una piccola mappa con l'indicazione del percorso per raggiungere la location ad esempio dalla scuola;
3. prenotate in un locale grande, dove vi siano adeguati spazi per i giochi, scivoli gonfiabili, playground interni, tappeti elastici, e per poter mangiare con tranquillità, o quasi. Accertatevi che all'interno i bambini possano accedervi con gli antiscivolo e gli adulti con i copriscarpe, informatevi su cosa verrà servito e dove verrà acquistato, la torta solitamente non è inclusa nel prezzo, quindi fate attenzione. In alternativa, se avete affittato solo una sala, potete chiedere a qualche ragazzo più grande di intrattenere i bambini organizzando giochi, piccoli spettacoli di travestimento o truccabimbi;
3. sicuramente verrà fatta una raccolta per comprare il regalo a vostro figlio, quindi se vi chiedono quali siano i suoi gusti non siate timidi e siate sinceri, senza però trasformare la lista dei regali in una lista nozze, faciliterete l'incaricato all'acquisto;
4. qualche giorno prima chiedete gentilmente la conferma, per evitare invitati che si presentano all'ultimo minuto con conseguente conto salatissimo da pagare;
5. per ringraziare i vostri piccoli invitati offrite loro un piccolo pensierino di ringraziamento, i bambini lo apprezzeranno tantissimo
e buon divertimento!



sabato 24 gennaio 2015

La tabellina del 4.

Oggi è stata una giornata impegnativa, sia per me che per il mio piccolo settenne impegnato a memorizzare la tabellina del 4.
Facile, direbbe qualcuno, basta ripeterle all'infinito ed il gioco è fatto.
Ma così non è, almeno per lui e per altri bambini DSA.
Lui al momento non ha ancora una diagnosi precisa, troppo piccolo, ma si trova in una situazione borderline, insomma nè carne nè pesce.
La via più semplice, sarebbe stata quella di scrivere una giustificazione sul diario e di insegnarli ad usare la tavola pitagorica, tuttavia...
Tuttavia lui, testardo e combattivo come la sottoscritta, vuole essere come i suoi compagni, non accetta di essere diverso, soprattutto quando si tratta di matematica, la sua materia preferita.
Cosa faccio? Devo trovare una soluzione, ammesso che esista.
Inizio a telefonare, la psicologa che lo segue non mi risponde, tipico, nei momenti critici è introvabile, la logopedista mi consiglia le canzoncine, ricordandomi che potrebbe non riuscire ad impararle e perciò sarebbe fatica sprecata, sia per me, ma soprattutto per lui.
Vado su you tube e ne cerco un paio, ma già dopo pochi secondi di ascolto, lui mi guarda perplesso, direi che questo metodo non fa per lui.
Scrivo nel gruppo Facebook al quale sono iscritta ed in meno di mezz'ora arrivano una decina di risposte che inizio a scorrere.
Scarto chi mi dice di non fargliele studiare, perchè lui le vuole studiare ad ogni costo, mentre leggo con interesse altri metodi alternativi di studio delle tabelline e mi si apre un mondo.
Dal metodo dei cartoncini di Bortolato, troppo tecnico, richiede una preparazione da insegnante che non possiedo, al tubo pitagorico , interessante, ma non ho il tempo di andarlo a comprare, fino a quando un'utente mi consiglia questo :
su carte tipo le carte da gioco, scrivi la tabellina 4 x 4 e al rovescio scrivi 4 x 4 =16 e sotto i numeri la didascalia: "quattro per quattro sedici" . Lasciagliele a disposizione. Fai in modo quando lo interroghi di non fare passare più di 3 secondi senza risposta. Se non risponde con un sorriso (di quelli pieni di coraggio e amore, perché già il bambino è in stress) gli dici il numero mancante. Importante studiarle sparse. L'unica associazione mentale che deve fare è tra la moltiplicazione e il risulatato 4 x 8 = 32 (quattro per otto trentadue) devono essere come un nome e cognome. Ci vorrà un po' di tempo ma a mio parere il miglior metodo. Se le impara in sequenza è finita, perché per recuperare il ricordo di 4 X 8 dovrà ripetere tutta la tabellina o tutta la sequenza numerica 4,8, 12, 16.... PRATICAMENTE la tabellina diventa come un nome con il suo cognome 7 x 3 si chiama 21 di cognome.
Anche se dicono di far usare la tavola pitagorica (sacrosanto diritto!!!!) non escludere lo studio mnemonico per associazione, perché un conto è un vuoto di memoria che compensi con la tavola. Ps: sotto la tabellina numerica scrivilo anche in parola (sette per tre ventuno) Spesso la dislessia fa leggere i numeri e i segni sbagliati. Il 12 diventa 21 e il + diventa x e viceversa. Quando ragiona con i numeri, fallo procedere nel ragionamento ad alta voce e seguilo tutto il tempo (poche cose ma ben fatte) se sbaglia termine correggilo subito (parola sbagliata=ragionamento sbagliato). Mi raccomando correggilo senza commentare, senza scoraggiarti. Aiutalo con coraggio. Trasmettigli coraggio insieme ai numeri.
Mi è sembrato un buon metodo così armata di carta, forbici e colori ho creato le carte della tabellina del 3 e di quella del 4.
Abbiamo giocato, ebbene sì lui lo ha considerato come un gioco e non come un mero esercizio di studio mnemonico, tutt'oggi e qualcosa pare abbia imparato. 
Noi, come tanti altri genitori e ragazzi, non molliamo, noi non ci arrendiamo alle difficoltà, noi cerchiamo sempre di trovare il modo migliore per studiare.


venerdì 23 gennaio 2015

La Morte

Lei arriva, senza avvertire, senza alcuna spiegazione, prende e se ne va, lasciando solo assenza e lacrime di dolore.
Lei è sempre puntuale nel ricordarci che non siamo eterni, solo lei lo è.
Non illudiamoci di poterci nascondere, Lei conosce ogni luogo e saprà sempre, in ogni istante dove trovarci.
Non dimentichiamoci mai di Lei, viviamo intensamente come se dovessimo incontrarla all'improvviso.

Il beneficio del dubbio

te lo concedo solo perchè attualmente sei solo indagata per infanticidio, per truffa nei confronti dell'assicurazione, in un'inchiesta ben più ampia che coinvolge medici, avvocati, insomma faresti parte di una vera e propria rete criminale.
Tu come me, sei madre, e mi chiedo come può tuo figlio non valere nulla o meglio valere quanto il risarcimento di un'assicurazione?
Come puoi tu madre consapevolmente provocare un incidente, mettere a rischio non solo la sua vita, ma anche quella dell'altra tua figlia che poteva rimanere senza di te, partorire e non avere un minimo, piccolissimo ripensamento di fronte al medico, consenziente, che non fornisce assistenza a TUO FIGLIO?
Come puoi averlo messo al mondo per poi disfartene così alla leggera come se fosse solo un dente da togliere?
Non lo hai mai sentito muoversi, scalciare, non lo hai visto neppure per un momento dopo il parto?
Possibile che quella piccola vita indifesa, che fino ad un attimo prima dipendeva da te, non contasse effettivamente nulla?
Forse ha ragione chi vuole istituire una patente per diventare genitori, forse si eviterebbero tante vittime innocenti.


Basta che funzioni no?

Se la signora Adinolfi interpreta la parola sottomessa, pronunciata dal marito, come al servizio della famiglia, bhe chi siamo noi per giudicare le loro dinamiche di coppia?
Se a le va bene essere mite ed angelo del focolare, nulla da eccepire, a condizione che non mi imponga nè la sua visuale di donna nè quella di famiglia.
Io non mi ritengo certo nè offesa nè colpita dalle sue parole, io sono esattamente il suo opposto ed infatti lei ha sposato Adinolfi, io mio marito che la pensa come me!
Se lei ed il marito fanno sesso senza precauzioni, liberi di farlo, se avessi seguito tale metodo a quest'ora avrei una squadra di calcetto e molto probabilmente sarei una mamma non solo stanchissima e stressatissima, ma assolutamente insoddisfatta della sua vita, dato che io voglio essere altro, per il mio bene e per quello dei miei due figli.
Le scelte personali di una coppia devono rimanere all'interno delle loro quattro mura domestiche, sono solo loro e tali devono rimanere, non possono certo essere utilizzate o peggio strumentalizzate per fare propaganda politica o sociale.
Adinolfi e consorte un po' di discrezione sulle vostre pratiche sessuali e non guasterebbe, in fondo i panni sporchi, se ci sono, si lavano in famiglia!


Influenza e il solito dilemma: vaccino si vaccino no!

Sono appena rientrata al lavoro dopo quasi una settimana chiusa in casa a curare prima il piccolo, poi il grande che hanno preso l'influenza.
Il piccolo ha avuto febbre alta 39/40°, per 4/5 giorni consecutivi, accompagnata da dolore alla testa, inappetenza, sete, non si abbassava con nessun farmaco, con nessuno di quei rimedi naturali che tanto vanno di moda e che promettono miracoli,  ed alla comparsa della tosse, al 4° giorno, ho chiamato la guardia medica che, dopo una visita scrupolosa, gli ha prescritto l'antibiotico.
Ora è in fase di guarigione, l'appetito è tornato, è di nuovo il bambino vivace e monello di prima, tutto ciò grazie all'esistenza degli antibiotici, che tanti demonizzano.
L'altro mio figlio febbre alta, 39/40°, per soli 2/3 giorni consecutivi, niente inappetenza, solo mal di testa, ora sta meglio e lunedì rientrerà a scuola, al momento nessun farmaco particolare se non quelli per abbassare la febbre ed attenuare il dolore.
Due figli, due decorsi diversi della stessa influenza, a dimostrazione che non si può e non si devono assumere, in tema di salute, posizioni assolutiste pro farmaci o al contrario pro rimedi naturali ad ogni costo.
Noi non abbiamo, almeno per ora, nessuna necessità di vaccinarci, ma non escludo a priori tale eventualità in futuro.
Spero solo che, se e quando arriverà il momento, chi mi fornirà informazioni sia personale medico specializzato perchè non posso certo basarmi su ciò che leggo ogni giorno in internet, infatti, pur essendo una persona mediamente intelligente, non ritengo di possedere le nozioni mediche necessarie per riuscire distinguere notizie di carattere medico con fondamento scientifico, da bufale complottiste.


giovedì 22 gennaio 2015

Giancarlo Magalli for President

Chi doveva capire, al solito non ha capito il messaggio, neppure tanto fra le righe, mandato dagli italiani.
Vediamo quindi di spiegarlo ben bene.
Per un certo numero di italiani non esiste un presidente che li rappresenti, almeno politicamente, televisivamente però hanno le idee fin troppo chiare. 
Dalle Quirinarie on-line emergono due dati che fanno riflettere, ahimè, sullo spirito generale che aleggia intorno a noi, o quantomeno sul campione che ha partecipato al sondaggio:
1. la popolarità televisiva sembra essere una qualità indispensabile, sei qualcuno solo se compari in tv, conseguenza dell'essere ormai schiavi di programmi poco impegnativi e, più o meno, sempre uguali;
2. nessun rinnovamento televisivo, la vecchia guardia, seppur criticata, ultimo esempio recente Raffaella Carrà con il suo talent "Forte, forte, forte", resiste imperterrita nonostante ci siano altri presentatori con meno odore di naftalina quali ad esempio Fabrizio Frizzi, specchio del fallimento della politica della rottamazione tanto propagandata da #Renzi.
Pare quindi che il nostro prossimo presidente, per avere un minimo di credibilità, debba essere scelto anche tra chi abbia sia un buon share che un buon audience televisivo.


mercoledì 21 gennaio 2015

Le Pen Vs D'Alema: l'ennesima prova dell'inconsistenza e l'inesistenza della politica italiana.

La supremazia di Marine Le Pen nei confronti dell'onorevole Massimo D'Alema si percepisce sin dalle prime battute di quello che doveva essere un confronto politico, ma che si è rivelato, ahimè, l'ennesima prova dell'inconsistenza e dell'inesistenza della politica italiana, senza distinzione tra destra o sinistra.
Marine, fiera, elegante, tagliente, mai con toni sopra le righe, sceglie in modo accurato le parole che colpiscono prima il cuore, poi la mente, di chi l'ascolta, focalizza il lato umano e personale dei problemi che affliggono i cittadini, prima di tutto italiani, francesi, tedeschi, poi europei.
Da voce a quello che ormai è evidente sotto gli occhi di tutti, ma che i nostri governanti continuano inutilmente a nascondere sotto il tappeto.
Per ammettere che l'euro è un fallimento, ci vuole del coraggio, anche un pizzico di incoscienza, e Marine ce l'ha, non solo, definisce la moneta unica, come una religione, senza quindi alcuna possibilità di metterla in discussione, ma solo di adeguarsi, inevitabilmente ad essa.
Marine ha una visione della politica dinamica, attenta ai problemi, svincolata dalle ideologie, che ora come ora, seppur basate su bei principi, nulla hanno a che vedere con la difficile realtà economica e sociale che stiamo vivendo, ed è per questo che definisce la visone di D'Alema obsoleta.
Usa parole dure, definisce l'Unione Europea, l'Unione sovietica europea, a tutti è nota la sorte del dissolvimento dell'URSS.
Marine neppure si trincera dietro alle sue idee politiche, anzi è aperta ad altri movimenti che non necessariamente perseguono le sue stesse finalità politiche, ma che lottano per i diritti del popolo.
Il popolo, i francesi, gli italiani, sono al centro del suo discorso, quel popolo che non ha più i soldi neppure per varcare le frontiere per una vacanza.
Ascoltandola attentamente Marine non chiede lo scioglimento dell'Europa, ma un'Europa diversa, basata sul popolo, sulla persona e non sulla moneta.
Marine ha suggerito e neppure troppo velatamente, la soluzione per resistere e per sconfiggere il terrorismo, recuperare e rafforzare la dimensione umana dell'Europa, troppo concentrata ora su meri interessi economici, e questo dovrebbe essere la priorità di ogni partito o movimento politico, senza distinzione di destra o di sinistra.


Eccolo lì un semplice e piccolo bigliettino

infilato nella portiera della mia auto.
Il cuore inizia a battermi furiosamente, la testa mi gira, le mani mi tremano.
E' impossibile che Lui sia tornato, ripeto dentro di me come se fosse una mantra.
Ed i ricordi, chiusi a chiave, sepolti con cura nel fondo della memoria riaffiorano, come se avessero bisogno di aria per respirare e prendere vita.
Quanti bigliettini ho trovato nel corso degli anni, alla mattina presto, prima di andare a lavorare, alla sera, dopo avermi riaccompagnata a casa o quando litigavamo, era il suo modo di farsi perdonare, un cuore e la scritta "Ti Amo".
Che pensieri assurdi, irrazionali, è solo il biglietto da visita di qualcuno che vuole farsi pubblicità o un volantino, nulla di più!
Eppure sono lì che lo fisso, immobile, incapace di prendere una decisione.
Continuo a ripetermi che non può essere in alcun modo Lui, ma se leggo quel biglietto, la sua assenza diventerà reale, sono pronta per accettare tutto questo?
Sono pronta per voltare pagina?
Non ora, non oggi.
Prendo il bigliettino piegato a metà e lo trasformo in piccoli coriandoli che finiscono sulla strada, nemmeno li guardo mentre salgo in auto, e mi rendo conto che non è ancora arrivato il momento per dirti addio.




martedì 20 gennaio 2015

Cosa stiamo insegnando ai nostri figli?

Mi domando dopo aver letto l'ennesimo caso di un bambino costretto a cambiare scuola perchè autistico, mentre osservo i mie figli giocare.
Ogni genitore, dal momento in cui vede suo figlio per la prima vuole il meglio per lui, desidera che tutto sia perfetto, una vita senza problemi, priva di ostacoli, io per prima ho i medesimi desideri, ma la vita stessa mi ha insegnato che l'imprevisto è dietro l'angolo ed altro non si può fare che affrontarlo a viso aperto.
Guardandomi intorno mi sono resa conto che non esiste un bambino uguale all'altro, c'è chi impara a camminare a 9 mesi e chi ad 1 anno, chi pronuncia le prime paroline ad 1 anno e chi a 3 anni, chi impara a leggere ed a scrivere a 5 anni, chi fa ancora fatica a 7 anni, chi riesce a relazionarsi con la realtà che lo circonda e chi vive in un mondo a parte in cui spesso gli stessi genitori fanno fatica ad entrare.
Siamo bravissimi, a parole, ad insegnare ai nostri figli l'educazione ed il rispetto per la diversità altrui, ma siamo realmente capaci di fargli toccare con mano chi è effettivamente diverso?
Siamo realmente capaci di fargli capire che trascorrere del tempo con un bambino autistico è un arricchimento reciproco e non una forzatura?
Se noi genitori definiamo i nostri figli badanti, medici, "amici del cuore a turno" di un bambino autistico abbiamo miseramente fallito il nostro compito, i nostri figli non sono cose, sono persone in divenire alle quali abbiamo il dovere di insegnare che la vita è bella seppur imperfetta, anche se poi l'imperfezione è solo negli occhi di chi guarda, se noi per primi non la vediamo, non la vedranno nemmeno i nostri figli.

Il ritorno della moda anni '90 ovvero un tuffo nella mia adolescenza!

Pare che quest'anno, la tendenza della moda sia quella di riscoprire e di rivedere alcuni classici degli anni '90, se avessi saputo così, avrei conservato alcuni capi che hanno accompagnato la mia adolescenza.


1. Crop top: ora come allora perfetto per tutte quelle che hanno un pancia piatta, praticamente inesistente, caratteristica che non mi è mai appartenuta, neppure a 15/16 anni, ma siccome ero una ragazzina temeraria  ne avevo di vari colori, e di varie lunghezze, che abbinavo sempre con la camicia di flanella. Attualmente, dopo due figli e 0 palestra, penso che opterò per qualcos'altro;


2. camicia di flanella: era la compagna ideale del crop top, ricordo con affetto una azzurra e nera, ma siccome la tendenza era che fossero grandi e comode, spesso indossavo quelle di mio padre. Ottima ora per nascondere quei chiletti in più, che dovrei perdere, ma ai quali in fondo in fondo sono affezionata;


3. gonna lunga: sicuramente adatta per chi è alta, ehm, per me che supero di poco 1,50 cm, non era e non è proprio un capo adatto, rischiavo e rischio di sembrare ancora più passa di quella che realmente sono;


4. short a vita alta: altro capo non adatto a me che avevo, ed ho le gambe non proprio snelle, diciamo in carne, molto meglio un pantalone capri corto al ginocchio;


5. jeans strappati: mia madre ancora mi odia per aver comprato e poi tagliuzzato dei jeans, addirittura un paio glieli ho fatti lavare con la candeggina per scolorirli;


6. anfibi: tutti e sottolineo tutti indossavamo gli anfibi in ogni occasione e con qualsiasi cosa, dai jeans alle gonne, siccome le Doctor Martin avevano un costo proibitivo, ne avevo acquistati un paio al mercato e periodicamente cambiavo le stringhe, che erano rigorosamente fluo;


6. Zeppe- platform; qualche cm in più aiuta sempre, sopratutto uscendo con ragazzi che come minimo erano più alti di 1,70 cm, tuttavia seppur comode, non mi regalano a nessuna una camminata sexy e sensuale, insomma non è detto che indossando queste si faccia colpo, anche se si spera che un uomo vada al di là dell' outfit indossato;


7. zainetto: ne avevo uno rosso ed uno bianco, attualmente sarebbero insufficienti per metterci dentro tutto quello che mi occorre, minimo minimo ora neppure un mini trolley riuscirebbe a contenere il necessario per il lavoro, alcune mie cose personali ed ovviamente varie ed eventuali per i bambini.

lunedì 19 gennaio 2015

Le forme dell'amore.

Stavo chattando su Facebook con Sara, un'amica che non vedevo e non sentivo da tempo, ma ad un certo punto avevo dovuto interrompere, con una scusa, la conversazione mentre stavamo parlando di figli.
Era un argomento che iniziava ad occupare i miei pensieri da qualche tempo, ma del quale ancora preferivo non occuparmene.
Prima di compiere un passo così importate, avrei dovuto essenzialmente risolvere un problema logistico: in quale parte del mondo sarebbe stato meglio vivere per me e per mio figlio?
Quasi avevo l'imbarazzo della scelta, adoravo Londra, frenetica e multietnica, non era da meno Barcellona, intrisa di cultura latina, buon cibo e buon vino, ma anche la Thailandia non mi sembra male.
Ed il lavoro? Sicuramente avrei dovuto ritornare in patria almeno 6/7 mesi, per poterlo gestire al meglio, potevo spostare un bambino almeno due volte l'anno, se non addirittura tre?
Pensandoci bene, alla fine erano tutte cose risolvibili, il punto cruciale era un altro ed ero solo io.
Ero ancora alla ricerca di un mio equilibrio, nonostante io e Luca fossimo insieme da più di quattro anni, i dubbi e le incertezze sul nostro futuro ciclicamente mi assalivano, erano per lo più solo nella mia testa, lui, quando mi confidavo, mi ascoltava attento, sorridente, poi con semplicità mi mostrava quanto fossimo sereni e felici insieme, spazzando via con poche parole, quelli che fino ad un attimo prima mi sembravano ostacoli insormontabili.
Ecco, solo in quel momento realizzavo che con lui tutto era possibile anche l'impossibile,
Ancora però, dopo due settimane, non avevo risposto alla sua domanda e la scatolina azzurra di Tiffany, con il suo prezioso contenuto, era ancora nel cassetto del mio comodino, lui non mi faceva pressioni, ma sapevo che attendeva con ansia, da lì sarebbe incominciato una vita nuova per noi, se solo avessi avuto più coraggio.
Non potevo più rimandare, lo avrei chiamato subito.
Proprio in quel momento, sentii un discreto bussare alla porta del mio studio e poco dopo Angela dire:
"Dottore, il primo paziente è arrivato", 
"Lo faccia accomodare Angela, sono subito da lui."
La telefonata avrebbe aspettato, ma sono sicuro che Luca mi avrebbe perdonato di fronte ad una cena ed al mio Si per tutta la vita.





Gli aiuti inaspettati viaggiano su WhatsApp.

Anche io, come molti, faccio parte di  alcuni gruppi su WhatsApp, sono comodi, soprattutto quando i bambini frequentano la scuola, permettono sia di tenersi aggiornati sulle novità della classe che di fare quattro chiacchiere in allegria con quei genitori, come me, sempre di corsa.
Spesso non riesco ad associare al nome di una mamma o di un papà  il viso del loro figlio, raramente riesco a collegarli con i diretti interessati, insomma sono un disastro.
Eppure ieri sera ho ricevuto un aiuto inaspettato dalla mamma di un compagno di classe del mio figlio più piccolo, influenzato da quasi una settimana.
Con le altre mamme stavamo appunto facendo la conta dei malati, ovviamente era presente il mio nanetto, il quale oltre ad avere una febbre altissima, aveva anche una bruttissima tosse.
Ad un certo punto, mi arriva in privato un messaggio, di una mamma che, scopro in quel momento essere medico.
Inizia scusandosi dell'intrusione e mi chiede se volevo far visitare mio figlio dalla guardia medica, offrendosi, eventualmente, di sentire che dottore c'è di turno, non sono pediatri, mi ricorda, ma vedendo tanti bambini, qualcosina sanno.
Una mamma offriva ad un'altra mamma, che quasi non conosce, ci saremmo incrociate 4/5 volte nei corridoi della scuola e sentite in un paio di occasioni al telefono, il suo aiuto professionale in modo del tutto disinteressato.
Quell'aiuto inaspettato, non solo mi ha fatto provare a telefonare alla guardia medica di competenza, che dopo circa mezz'ora è venuta a casa, visitando il bambino, ma mi ha commosso, poteva tranquillamente ignorare i miei messaggi nel gruppo, ma non lo ha fatto.
Il mondo che ci circonda sembra sempre più formato da egoiste, insensibili, approfittatori, è raro trovare in mezzo a tutto questo persone disinteressate ed altruiste come questa mamma.
Grazie, grazie ancora.




domenica 18 gennaio 2015

Su Vanessa e Greta tutta la rabbia degli italiani.

Su queste due ragazze si sta scrivendo di tutto, articoli sui giornali, post sui blog, commenti sui social, tutti hanno qualcosa da dire, come quando l'Italia partecipa ai mondiali di calcio ed improvvisamente diventiamo tutti CT della Nazionale.
Ogni opinione è ovviamente legittima, gli insulti e le offese un po'meno, anche se rientrano nell'esercizio della libertà di espressione.
Quello però che emerge da tutta questa storia è la profonda, radicata rabbia che cova sotto la cenere di quel poco che è rimasto degli italiani, dopo anni di malgoverno, sprechi, manovre economiche che hanno innalzato a dismisura la tassazione, tagli indiscriminati ai servizi, scandali e la lista potrebbe continuare.
Al di là delle colpe, della leggerezza, delle insinuazioni su queste due ragazze, che solo il tempo, forse, svelerà, ad oggi loro malgrado sono diventate il catalizzatore del malumore degli italiani oltre ad essere un perfetto diversivo, per distrarci, almeno per qualche giorno, dalle innumerevoli problematiche che da troppo tempo attendono una soluzione adeguata.


5 consigli (semi)seri per affrontare l'influenza!

Hai preso l'influenza, e proprio ora, in un periodo particolarmente intenso per te!
Eppure avevi preso tutte le precauzioni possibili ( guanti, mascherina, gel igienizzante per le mani, tuta bianca  anticontaminazione dei Ris), inutili, evidentemente, ma tanto lo sapevi che non le saresti sfuggita, in fondo sono 4 giorni che vivi on simbiosi con tuo figlio influenzato .
Che fare?
1. Mantieni la calma, inutile inveire nei confronti del piccolo untore o contro l'universo, rassegnati è una legge matematica ormai assodata;
2.sii consapevole che ogni decisione lavorativa che prenderai sarà sbagliata in partenza; se domani ti presenterai in ufficio verrai additata come untrice, se al contrario rimarrai a casa è certo che verrai apostrofata come fancazzista, per due linee di febbre ed un banale raffreddore;
3. prima di metterti a letto procurati vicino a te  tutto il necessario per la sopravvivenza, l'uomo di casa improvvisamente avrà mille scuse, lo sai no che lui è già ko con 37.1;
4. ricordati di bere molto, per quanto tu sia tentata di buttarti sugli alcolici, in fondo danno una forte sensazione di calore, per dimenticare almeno per un attimo la tua condizione, rimanda il proposito a tempi migliori;
5. in tutto questo c'è un lato positivo, per qualche giorno niente pulizie, niente corse da una parte all'altra, niente spesa, ricorda solo che quando sarai guarita riprenderai il solito tran tran con gli interessi, perchè in fondo per gli altri ti sarai presa solo una breve vacanza!






sabato 17 gennaio 2015

Amore 2.0

Un giorno qualunque, di un mese qualunque del lontano 2006, mi trovavo seduto alla mia scrivania a navigare in internet senza una meta precisa, mentre consumavo per pranzo gli avanzi della cena della sera prima.
Avrei voluto essere a casa, insieme a mia moglie ed ai nostri figli, ma le nostre strade si erano ad un tratto irrimediabilmente divise, o forse lo erano già da tempo, senza che avessi voluto realmente rendermene conto.
Ormai eravamo separati, ed era improbabile tornare insieme, e proprio digitando "Separazione" mi ritrovai in uno di quei forum dedicati al tema.
Iniziai a scorrere i vari post, le cui tematiche spaziavano dal mantenimento alla ex, ai difficili rapporti tra ex, nuovi compagni, figli di primo e secondo letto, la maggior parte scritti da una parte di universo femminile a me sconosciuto.
Fin dalle prime righe intuii l'esistenza di due schieramenti ben precisi, fortemente contrapposti, ex mogli Vs nuove compagne che combattevano una guerra infinita senza esclusioni di colpi, avendo, a loro malgrado, in comune, chi prima, chi dopo, lo stesso uomo e spesso i figli di quest'ultimo, con relative problematiche legate ai turni ed ai soldi, che non bastavano mai, per le ragioni più disperate.
Tra le tante forumine una in particolare attirò la mia attenzione, una giovane nuova compagna di un uomo separato con una figlia, che aveva da poco avuto un figlio da lui.
Questa giovane donna si ritrovava a gestire una situazione che credo non fosse propriamente tra i suoi sogni  romantici di bambina.
Non solo aveva appena avuto un figlio, ma aveva anche la figlia del suo compagno con la quale instaurare un rapporto, cosa, nei fatti, nè semplice nè scontata.
Eppure lei ci era riuscita, nonostante quale ostacolo iniziale, e pareva essere l'unica, almeno su quel forum, nel quale dava consigli sia ad ex mogli che a nuove compagne, senza distinzione.
Per questo suo atteggiamento, chiaramente fuori dal comune, almeno su quel pezzo di piazza virtuale, spesso era oggetto di attacchi nei quali veniva definita sottomessa o peggio rassegnata.
Lei aveva trovato il modo di conciliare il suo mondo con il vissuto, impegnativo ed ingombrante, del suo compagno, ed era una qualità che la rendevano ai miei occhi speciale, se non addirittura unica.
Mi incuriosiva, volevo sapere qualcosa di più su di Lei, così mi iscrissi e iniziai a partecipare, saltuariamente, alle discussioni, pur sentendomi, a volte, come un pesce rosso che nuota in mezzo ai piranha.
Fantasticavo di incontrarla per caso, offrirle un caffè, poi una cena, parlarle, conoscerla.
La lettura del forum era così diventato un appuntamento fisso, oltre a cercare sue notizie, imparavo tantissimo sulle "secondi unioni", sulle aspettative delle nuove compagne, sui malumori delle ex mogli, spesso celati da finti sorrisi di circostanza, soprattutto quando erano presenti i figli.
Intanto la mia vita scorreva, i figli crescevano, avevo imparato a convivere con il dolore della separazione che pian piano si affievoliva, occupando sempre meno i miei pensieri.
Conobbi una donna ed iniziammo a frequentarci, mantenendo tuttavia separate, anche fisicamente, alcune parti della nostra vita, la paura di soffrire ancora aveva portato entrambi a fare questa scelta.
Tuttavia pensavo anche a Lei, che nel frattempo non solo aveva avuto un altro figlio, ma finalmente si sarebbe sposata.
A quel punto, nonostante il momento fosse il meno opportuno, decisi di scriverLe una lettera, ovviamente in forma anonima, e di pubblicarla sul forum, per ringraziarla di quello che aveva fatto, inconsapevolmente, per me in quegli anni, volevo che capisse, tra le righe, l'affetto che provavo per Lei.
Il post ebbe notevole successo, in meno di un'ora raggiunse ben 200 risposte, leggevo non solo commenti commossi alla mia storia, ma anche risposte che mi invitavano a dichiarami pubblicamente, prima che si sposasse.
L'idea che uno sconosciuto bussasse alla porta della sua amata pur essendo molto romantica, non era in alcun modo realizzabile, Lei non sapeva nemmeno della mia esistenza.
Si produsse anche un effetto inaspettato, fui contattato in privato da numerose forumine che si riconoscevano nella descrizione che avevo fatto, nonostante fossero donne non solo diverse, ma completamente opposte a Lei.
Lei tuttavia, pur commentando il post, non mi contattò, anche se una parte di me ci sperava, e dopo il matrimonio cancellò il suo profilo.
Non seppi più nulla di Lei, la cercai per lungo tempo, cercando di capire se dietro qualche nuovo nick ci fosse lei, ma non ne ebbi mai la certezza.
Oggi sono finalmente sereno, i fantasmi del passato non mi provocano nessun sentimento nè di rabbia nè di dolore, però ancora mi chiedo dove sia Lei e se per caso stia leggendo queste mie parole.
M.





Svegliarmi abbracciata a Tinky Winky!

Può succedere alla mattina di svegliarmi e di accorgermi di avere gli occhi incollati, la bocca secca, la lingua impastata, i muscoli intorpiditi, le ossa rotte e di metterci qualche secondo o qualche minuto, per realizzare che la cosa soffice che sto abbracciando è Tinky Winky!
No, non sono i postumi di un venerdì sera in compagnia di amici a base di apericena, cena e discoteca, ma quelli di una nottata trascorsa nel lettone insieme ai miei figli, di cui uno, il più piccolo, con l'influenza.
Io abituata a dormire per almeno 8/10 ore, mi sono ritrovata catapultata nel mondo dei bambini in cui quando riesco a fare 5/6 ore filate, ho mal di testa per aver dormito troppo.
Io che dormivo sola, ho imparato a condividere il letto non tanto con mio marito o con i bimbi, situazione più comune di quello che sembra, molti genitori però lo ammettono solo a distanza di anni, quanto con i loro pupazzi.
Ad un certo punto non dormivo più nel mio letto, ma in mezzo ad uno zoo fatto di cagnolini, orsetti, tartarughe, tigri, leoncini, coniglietti, elefantini, asinelli, pecore, pesciolini, teletubbies, che non sono proprio animali, di varie grandezze e dai colori più improbabili.
A distanza di qualche anno la situazione si è normalizzata, ora i bimbi dormono con me, e con i loro inseparabili amici, solo in casi eccezionali e quando accade è molto probabile, se non quasi certo, svegliarmi alla mattina abbracciata a Tinky Winky.


  

venerdì 16 gennaio 2015

Carolina ed Alex, come i fidanzati di Peynet (almeno per i giudici sportivi)

La colpa di Carolina? 
Essere stata, all'epoca dello scandalo doping che travolse Schawazer, la sua compagna e di non averlo denunciato.
Quindi mogli, compagne, fidanzate, siete avvertite, da oggi in poi se il vostro marito, compagno o fidanzato commette un atto illecito, denunciatelo immediatamente se non volete essere accusate di averlo in qualche modo favorito.
Spiegatemi, per quale strana legge, Carolina avrebbe dovuto sapere che il suo compagno faceva uso di sostanze dopanti? Solo per il fatto di esserne la compagna?
I fidanzatini di Peynet, innamorati come il primo giorno, io li vedo solo su Facebook, dove vi è la tendenza a condividere solo ciò che è perfetto ed a nascondere le difficoltà sotto il tappeto, ma la vita reale è ben altra cosa, e nessuno dall'esterno riesce a capire le dinamiche che si svolgono all'interno di un rapporto di coppia , se non i loro protagonisti, e a volte nemmeno loro.
I giudici sportivi, al contrario, hanno la certezza che in una coppia sia naturale, se non scontato far uscire i propri scheletri dall'armadio, ma se così fosse probabilmente ci sarebbero meno tradimenti, meno bugie, meno divorzi, meno matrimoni basati su una falsa rappresentazione dell'altro, alcune relazioni non si trascinerebbero avanti per anni con la sola forza dell'abitudine.
Carolina doveva sapere?
No, poteva tranquillamente, non solo non sapere, ma nemmeno immaginare nulla.



La vita degli italiani rapiti all'estero non vale nulla?

Evidentemente la risposta è si!
Vanessa e Greta sono solo le ultime due italiane rapite tra Siria e Pakistan, ad oggi ci sono ancora 4 italiani dei quali non si sa nulla:
Marco Vallisa tecnico italiano rapito a maggio 2014;
Padre Dall'Oglio gesuita romano del quale non si hanno più notizie da oltre un anno;
Giovanni Lo Porto cooperante italiano sequestrato in Pakistan, lavorava per la ong tedesca Wel HungerHilfe;  
Gianluca Salviato impiegato nella Ravanelli di Venzone (Udine), scomparso il 22 marzo 2014 in Cirenaica.
Come Vanessa e Greta, anche loro sono andati volontariamente in zone altamente a rischio, chi per lavoro, e quindi immagino per necessità, chi per scopi umanitari.
Vanessa e Greta vengono definite superficiali ed incoscienti, quindi il loro diritto alla libertà o più in generale alla vita non vale nulla?
Hanno più valore le vite degli altri quattro italiani rapiti? Nessun commento infatti viene mosso nei loro confronti.
Quindi il metro di giudizio per valutare il prezzo di una vita umana si basa solo ed esclusivamente su quanto vengono ponderate le scelte?
Due pesi due misure, per decidere se tutelare o meno gli stessi diritti, diritti in difesa dei quali domenica scorsa si è sfilato a Parigi.


Vanessa e Greta: ennesimo spreco pubblico?

Le polemiche, come previsto, sono arrivate e si focalizzano quasi tutte su un unico punto: il presunto pagamento di un riscatto a più di sei cifre.
L'opinione pubblica è divisa fra chi sostiene si tratti di un finanziamento ai terroristi e chi afferma sia l'ennesimo spreco pubblico, in un grave momento di crisi economica dell'Italia.
Nessuno però ha gridato allo scandalo per le cure prestate al medico di Emergency, anche lui volontario come le due ragazze, ammalatosi di ebola in Sierra Leone, curato in un ospedale pubblico, l'istituto Spallanzani INMI, con cure sperimentali, a spese di un sistema sanitario nazionale vessato da continui tagli, da molteplici spese e da innumerevoli scandali.
Eppure in entrambi i casi sono stati tutelati due diritti fondamentali, sanciti a livello costituzionale, il diritto alla libertà personale, la cui massima violazione viene realizzata appunto attraverso il rapimento, disciplinato dall'art. 13
Art. 13.
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.
ed il diritto alla salute disciplinato dall'art 32
Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Ma fino a ieri non eravamo tutti #JeSuisCharlie?




giovedì 15 gennaio 2015

Greta e Vanessa: LIBERE

Finalmente, dopo mesi di angoscia, accompagnati da un video che faceva temere la peggiore delle sorti, ad una settimana dalla strage al giornale satirico Charlie Hebdo, una buona notizia, di quelle che ti fanno tirare un sospiro di sollievo: Vanessa e Greta LIBERE.
Da domani inizieranno discussioni ovunque dal bar ai talk show televisivi, da Vespa, con i suoi improbabili plastici, alla D'Urso con i suoi filmati trash, ma ora è solo il momento di gioire, senza polemiche, senza critiche, che sicuramente arriveranno come un fiume in piena, insieme ad amici e parenti.
VANESSA E GRETA LIBERE

Ed io che pensavo che fosse la moglie a scrivere i tweet a Renzi!

Mi pareva fosse la conseguenza più logica dato che insegna italiano, latino, storia geografia.
Le mogli dei politici solitamente giocano un ruolo molto importante, se non addirittura fondamentale, nella vita dei loro mariti, vedi Hillary Clinton, Michelle Obama per citarne qualche esempio conosciuto.
Da un uomo che sceglie la lettera A, come Agnese, quando partecipa come concorrente al gioco televisivo "La Ruota della Fortuna", mi aspettavo che coinvolgesse maggiormente sua moglie.
Insomma dovrebbe essere ormai chiaro a tutti gli uomini che in ambito lavorativo le prime a tradirli sono le segreterie e le collaboratrici, sopratutto se non vengono pagate, come nel caso della ghost writer Andrea Marcolongo, o peggio se vengono mollate per una più carina, più giovane, più disponibile.
Lui vive a Roma, non ha imparato nulla dalla vicenda di "Mafia Capitale"?


mercoledì 14 gennaio 2015

A.A.A. Cercarsi Presidente della Repubblica disperatamente.

Oggi Giorgio Napolitano, conosciuto anche come Re Giorgio, dopo 9 anni di regno indiscusso, si è dimesso dalla carica di Presidente della Repubblica, ma non da quella di senatore a vita, con forte disappunto dei grillini.
Sono aperte quindi le selezioni per ricoprire la carica di Presidente della Repubblica.
Per poter partecipare ai colloqui gli aspiranti presidenti devono possedere i seguenti requisiti, secondo quanto previsto dall'art. 84 della Costituzione:
1. essere cittadini italiani
2. aver compiuto 50 anni
3. godere dei diritti civili e politici.
Chi verrà eletto dovrà rinunciare a qualsiasi altra carica, in quanto incompatibile, e riceverà un assegno ed una dotazione determinati per legge.
E' richiesta una buona capacità comunicativa e di relazione per poter guidare una squadra attualmente allo sbando e poco motivata.
Astenersi perditempo.


ATTENZIONE ALLE PROMOZIONI ALL-INCLUSIVE ADSL SMARTPHONE E CHI PIU' NE HA PIU' NE METTA!

Ho appena terminato una conversazione telefonica con una centralinista, gentilissima e disponibile, del call center di una nota compagnia telefonica.
Il motivo della chiamata è semplice e, purtroppo, scontato. 
A dicembre ho ricevuto due fatture, una relativa al mio numero di cellulare, l'altra riguardante la linea dell'ufficio, nelle quali saltava subito all'occhio un evidente aumento di circa 100 euro.
Strano, penso, quando a settembre, in vista della scadenza delle tariffe in promozione presenti su entrambe le linee, avevo chiamato il call center, dopo essermi districata nel solito labirinto di messaggi pre-registrati, mi avevano assicurato i costi sarebbero rimasti invariati.
Niente di più FALSO, peccato l'abbia scoperto solo a giochi già fatti!
L'operatrice, che non ha un nome, ma solo un codice identificativo, alla quale ho riferito la risposta ricevuta a suo tempo dal collega, si è scusata, (pur apprezzando il gesto, mi pare inopportuno si faccia carico di colpe non sue), e mi ha proposto un nuovo piano tariffario per la linea dell'ufficio IDENTICO a quello precedente.
Capito il gioco sporco, al limite della TRUFFA?
Non sono complottista, ma mi viene da pensare che certe risposte vengano preconfezionate a tavolino dai piani alti e fatte imparare a memoria a chi lavora ai call center, così da far guadagnare alla compagnia telefonica sia sulla bolletta rincarata, sia sul cambio del piano, nel quale è previsto l'applicazione di un costo di attivazione, passo praticamente obbligatorio per l'utente che vuole tornare a pagare cifre ragionevoli.
Ma guarda come è strano il destino a volte! Ho appena ricevuto un sms sul mio cellulare contenete un'offerta, davvero allettante, di una compagnia telefonica concorrente. 
Aggiungo che la centralinista mi ricontatterà solo nel pomeriggio per confermare il cambiamento del piano causa blocco del sistema proprio in quel momento!
Un sms analogo mi arrivò all'inizio del mese, dopo aver regolarmente pagato la fattura riguardante la linea mobile, conteneva il promo di una tariffa agevolata proprio per la linea mobile nel caso avessi cambiato operatore, cosa che ovviamente ho fatto.
Coincidenza o abile strategia di marketing? 
A parte l'evidente presenza di un Grande Fratello che tutto osserva e tutto registra, che esista un CARTELLO tra le varie compagnie telefoniche ?
Suggerirei un'indagine, molto approfondita, da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ma nel frattempo occhi aperti!

martedì 13 gennaio 2015

Arisa da debuttante a valletta, passando per cantante.

Apprendo oggi che ad affiancare Carlo Conti a Sanremo 2015 ci sarà anche Arisa.
Ricordate?
Quel buffo personaggio molto simile ad un cartone animato, ma dotata di una voce meravigliosa che vinse nella categoria nuove proposte 2009 con il brano "Sincerità", canzone solo all'apparenza facile esecuzione.
Quella che, successivamente,  fece un rapido ed accurato restyling, asciugandosi come un'acciuga ed acquisendo un'aria quasi eterea.
Quella che vinse Sanremo 2014 con il brano "Controvento".
Esatto proprio lei ora ricoprirà il ruolo di valletta anche se, visto la sua personalità la definirei più una co-conduttrice, infatti non le si può proprio attribuire lo stereotipo della "bella senza cervello".

Il diritto NEGATO a Cassandra di scegliere come e con chi vivere.

Cassandra non è Brittany, lei ha una malattia curabile, il linfoma di Hodgkin, non un cancro devastante ed incurabile al cervello, non ha 29 anni, ma solo 17, non è sposata, ha solo sua madre che la ama più della sua stessa vita, non può esercitare pienamente la sua libertà di scegliere come vivere, il Tribunale dei minori le ha negato il diritto di morire.
Nel pieno dell'adolescenza, con una prospettiva di guarigione dell'80/85%, ha scelto, coscientemente e consapevolmente, senza particolari influenze di carattere religioso (si pensi ai Testimoni di Geova ed al loro rifiuto per quanto riguarda le trasfusioni di sangue), di non subire gli effetti, negativi e debilitanti, della chemioterapia.
Tuttavia sia il "Departement of Children and Families" che la Corte Suprema del Connecticut, privandola del suo unico punto di riferimento, la madre, creando quindi un forte disagio emotivo, forse ancora più devastante della malattia stessa, collocandola presso i servizi sociali, l'hanno obbligata non solo al ricovero forzato in ospedale, ma, come un condannato a morte, è stata legata al letto e forzatamente sottoposta alle cure chemioterapiche.
Cassandra poteva scegliere come e dove curarsi, ma a differenza di Brittany, non ha potuto scegliere di non curarsi.
Brittany, in prima persona, ha scelto di non far ricadere le sue scelte sui suoi famigliari, solo lei è stata artefice del suo destino, solo lei poteva decidere come vivere la sua vita.
Le conseguenze della scelta di Cassandre invece, non sono riconducili direttamente a lei, ma ad un sistema che, per perseguire la tutela, ad ogni costo, del minore, ritiene lecito persino strapparla a sua madre, calpestando e scavalcando prepotentemente la sua libertà di scegliere come e soprattutto con chi vivere.







lunedì 12 gennaio 2015

Ti ho aspettata tutta la vita!

No non è la tipica frase Harmony che si trova solitamente nei messaggi che avvolgono i Baci Perugina, l'ha pronunciata George Clooney a sua moglie, Amal Alamuddin, in occasione del debutto dei novelli sposi ai Golden Globe
Certo che vedendo le foto di lei, avvocato di successo, icona di stile ed eleganza, paragonandola a quelle che l'hanno preceduta, tra le quali ricordiamo la nostra Elisabetta Canalis, non c'è da stupirsi!
Chissà però se il bel George sarà ancora così romantico tra 6 mesi o tra 10 anni o sarà come la maggior parte degli uomini sposati, la cui frase più romantica consiste nel chiedere alla moglie se ha messo in tavola la cena o se ha preparato i vestiti per il giorno dopo!
Mi auguro che lei di fronte a tale frase non abbia pensato:"Prima ti sposo, poi ti rovino"!



Donne e bambine invisibili, ma al centro dell'attenzione.

Le ultime, apparse sui giornali e sui quotidiani di tutto il mondo, in ordine di tempo sono:
Hayat Boumeddien Maria S. le cui sorti sono avvolte nel mistero, sia per i servizi segreti italiani che per quelli francesi;
due bambine usate come kamikaze da Boko Haram in Nigeria, delle quali conosciamo l'età, 10 anni, ma non il nome;
Vanessa e Greta  le due volontarie italiane rapite;
una lunga striscia interminabile di sangue e di violenza.
Donne e bambine usate, manipolate, umiliate, rapite, perseguitate, stuprate, sottomesse, torturate, uccise per i più svariati ed insensati motivi.
Donne e bambine morte, senza un nome, senza un volto, vittime della violenza e dell'ignoranza in ogni parte del mondo, da oriente a occidente, molte delle quali nemmeno avranno un tomba sulla quale portare un fiore, recitare una poesia o una preghiera.
Bambine che non giocheranno, non rideranno, non correranno, non studieranno, non abbracceranno i loro genitori mai più.
Ragazze che non conosceranno le gioie e le delusioni dei primi amori,  non scambieranno con le amiche i piccoli pettegolezzi quotidiani.
Donne che non vedranno nè sosteranno la loro famiglia, non asciugheranno le lacrime dei loro figli, non gioiranno dei traguardi ottenuti.
Tanta strada è stata fatta partendo dalla campagna, lanciata qualche anno fa, "il corpo delle donne" , passando  per il premio Nobel per la pace 2014 Mala , ma tanta ne deve essere ancora percorsa affinchè nessun'altra donna o bambina rimanga vittima di questi soprusi.

domenica 11 gennaio 2015

Parigi capitale del Mondo e Roma?

Mentre a Parigi si sta per svolgere una delle più grandi ed imponenti manifestazione dal dopoguerra, a Roma che succede?
Nonostante sia un obiettivo sensibile, da quanto emerso dalle ultime intercettazioni rese note dal ministro Alfano, nessun intervento o misura speciale è stato attuato, anzi continua il braccio di ferro tra i vigili urbani ed il sindaco, su un organico di 6 mila, oggi pare fossero in servizio 400/500.
Però verrà garantito il servizio di ordine pubblico intorno allo stadio Olimpico!
Strane priorità!
E il Papa?
Dopo il ricordo ed il cordoglio espressi durante la messa celebrata a S.Maria, il giorno successivo alla strage, il lancio dell'hastag #PrayerForParis, mi aspettavo nel corso dell'Angelus domenicale, al quale partecipano fedeli provenienti da tutte le parti del modo, un dura condanna, ma non c'è stata, solo l'invito a riconoscere Gesù nei poveri, nei malati, nei carcerati.
Messaggio scarno, se si pensa anche alla strage rivendicata da Boko Harm in Nigeria che ha provocato 2000 morti.
Cosa dobbiamo aspettarci nel nostro imminente futuro, a parte i risultati delle partite di calcio della domenica?

sabato 10 gennaio 2015

Siamo tutti Charlie (anche chi non è giornalista).

Ho letto l'interessante post di L43 Blog, Giornalisti? No non siamo tutti Charlie, e mi permetto, di allargare il pensiero anche a chi non è giornalista, perchè ognuno di noi, sia personalmente che professionalmente, esercita diritti e libertà.
#JeSuisCharlie tutti coloro che lottano contro chi opprime la libertà ed i diritti civili universalmente riconosciuti.
#JeSuisCharlie tutti quei genitori che lottano per il riconoscimento dei diritti e delle libertà dei loro figli.
#JeSuisCharlie tutti quegli insegnanti, di ogni ordine, grado e Paese, che, opponendosi al sistema scuola che vorrebbe uniformati ed inquadrati i suoi alunni, insegnano la curiosità verso il nuovo, ad essere critici, a riflettere, a mettersi in discussione sempre.
#JeSuisCharlie tutti quei giovani, liberi professionisti e non, che con coraggio, si liberano dalle catene dei pregiudizi, ed intraprendono la loro carriera tra mille difficoltà, inseguendo la realizzazione dei loro sogni.
#JeSuisCharlie tutte quelle donne che, in ogni parte del mondo, si ribellano alle violenze perpetrare nel nome dell'ignoranza e dell'odio.
#JeSuisCharlie tutti i volontari che aiutano popolazioni in paesi sconvolti da guerre civili, in cui è negato il più fondamentali dei diritti, quello alla vita.
#JeSuisCharlie tutti i medici che operano tra mille difficoltà, fedeli al loro giuramento d'Ippocrate.
#JeSuisCharlie tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine che tutti i giorni, nonostante i tagli (almeno in Italia) garantiscono la  nostra sicurezza e le nostre libertà, che non sono, evidentemente, così scontate.
Ecco perchè SIAMO TUTTI CHARLIE INDISTINTAMENTE.

venerdì 9 gennaio 2015

Mary Poppins ha copiato la sua borsa dalla mia mamma!

Nella borsa della mia mamma è impossibile non trovare
un macchinina per giocare
un matita per colorare
un foglio su cui disegnare
un libro da leggere insieme
una caramella da scartare
un fazzoletto per asciugare
un peluche da abbracciare
un cappellino di lana da indossare
una bottiglia d'acqua per dissetarsi
un paio di occhiali per leggere
un paio di occhiali da sole per proteggersi
un cuore per me ed un po' di pazienza con papà.


Mamma non mi sgridare ancora!

Bam! Colpita e, miseramente, affondata nel mare dei sensi di colpa.
E quanto ha ragione, aggiungo.
Aveva freddo, l'aria del primo mattino è gelida, era stanco, alzarsi alle 6.30 non è facile per nessuno, figuriamoci per un nanetto di nemmeno 5 anni, ed io presa dalla fretta di accompagnare il fratello a scuola, non l'ho ascoltato, imponendogli ritmi non suoi, ma nemmeno miei.
Noi siamo mamme multitasking, siamo centometriste, saltatrici di ostacoli, dribbliamo meglio di un calcialtore, corriamo da mattina a sera, nemmeno il tempo di renderci conto dove stiamo andando noi  e dove stiamo portando i nostri figli.
E se riscoprissimo la lentezza?
E se ci ribellassimo in massa alla velocità?
No, perchè, non so voi ma io non ho più fiato!



giovedì 8 gennaio 2015

Essere mamma vuol dire...

non riuscire a bere un caffè in pace, tuo figlio regolarmente ha sete o fame, ma sarai, forse, meno nervosa; 

non riuscire a fare un po' di shopping per se, tuo figlio, infatti, ha appena fatto un buco nei pantaloni nuovi, ma spenderai, forse, meno soldi

non riuscire a fare una doccia bollente in tranquillità, a tuo figlio regolarmente scappa, ma risparmierai l'acqua;

non riuscire a dormire 8 ore, tuo figlio a volte ha gli incubi e si infila nel lettone, ma dormirete abbracciati;

non riuscire a parlare con tuo marito, tuo figlio ha sempre qualcosa di importantissimo da dirti, ma imparerà a parlare con te;

non riuscire a leggere un libro, tuo figlio vorrà leggere infinite volte la favola di Peter Pan, ma riscoprirai la bambina  che c'è in te;

non riuscire a prendere il sole, tuo figlio vorrà costruire con te la pista delle biglie, ma ti divertirai tantissimo

Non riuscirai a fare tante cose, ma ne farai altre che nemmeno immagini.