mercoledì 31 dicembre 2014

Terzo proposito per l'anno che verrà: resistere alle intemperie!

Iniziando ad indossare il piumino nuovo, quasi dimenticato nell'armadio, che scalda molto di più di quello vecchio, al quale però sono affezionata.
Comprare, approfittando dei saldi, sciarpa, guanti e cappello, sempre che l'inverno appena arrivato con un piccolo spruzzo di neve, non ci lasci per una primavera anticipata, chissà se domani ritroverò la piccola margherita fiorita l'altro giorno nel giardino ora leggermente imbiancato.
Un paio di stivali che andrebbero a far compagnia agli altri quattro, tutti riciclati, ma ancora comodissimi.
Mi servirebbero anche, portafoglio permettendo, jeans, felpe, un vestito carino da indossare nelle rare uscite romantiche, diversamente mi accontento di qualcosa di comodo e di caldo, un divano accogliente ed un bel film in televisione, tra un telefilm, un reality ed un semi serio dibattito politico.
Più difficile trovare qualcosa di adatto per proteggere i sentimenti dagli inevitabili imprevisti della vita.
L'anno che tra qualche ora finirà, mi ha fatto conoscere la celiachia, che piano piano è diventata un' inseparabile amica di viaggio prima di mio figlio R. poi di tutta la nostra famiglia.
All'inizio non è stato facile gestirla, non sapevo nulla, poi mi sono informata e ora cucino per lei, anche stasera le ho preparato un menù veramente speciale, così che possa festeggiare insieme agli amici senza sentirsi esclusa.
L'augurio che mi faccio, per l'anno che verrà, è di essere forte e resistente come la pianta di limone che mi ha regalato mio marito qualche anno fa.
Il giorno che l'ha portata a casa era bellissima, piena di foglie, fiori, limoni gialli, grossi e succosi.
Successivamente, con l'arrivo dei primi freddi, l'abbiamo spostata dal balcone al mio ufficio, evidentemente sbagliando perchè lentamente non solo ha perso tutte le foglie, ma i rami, quelli più grossi e robusti, si sono parzialmente seccati.Con il ritorno della primavera, l'abbiamo posizionata nuovamente sul balcone di casa e, nonostante l'apparenza, si è ripresa ed ora, viste le temperature rigide, è fuori sul nostro pianerottolo, vicino a noi, e premia le nostre cure quotidiane con i suoi fiori.
Nonostante tutto è stato un anno positivo, i miei cari sono ancora tutti con me ed ho conosciuto altre persone speciali, che spero mi accompagneranno, se lo vorranno, per tutto il 2015 e non solo.
Un sereno 2015 a tutti.
Momoblu



martedì 30 dicembre 2014

Big Hero 6: balala


Un film con chiare influenze Marvel,infatti ti aspetteresti la solita storia di super eroi per bambini, ma fin dalle prime scene ti accorgi che non è un film per bambini, o meglio non solo per loro.
Il tocco Disney c'è e si vede, l'attenzione, di grandi e piccini, è subito catturata  da un susseguirsi veloce di azioni, da un crescente turbine,di emozioni, di giochi di apparenze, fino al finale, per nulla scontato e ricco di sentimento.
Un film capace di suscitare nei bambini tantissime domande, alle quali non è semplice dare solo una risposta!
Voto 10.
Momoblu

Secondo proposito per l'anno che verrà: giocare al gioco della felicità!

Non è un gioco di mia invenzione, la creatrice è Pollyanna, la protagonista dell'omonimo romanzo, scritto nel 1913 di Eleanor Hodgam Porter.
Pollyanna è una bambina che, rimasta orfana di entrambi i genitori, si ritrova ad essere affidata a sua zia Polly, donna indurita dalla vita che da tempo non aveva più rapporti con la sorella, catapultata nella realtà cittadina ben più complessa di quella di campagna in cui viveva con suo padre.
Pian piano, grazie alla sua innata positività, che condivide con tutti quelli che entrano nella sua vita, riesce ad entrare nel cuore della zia e non solo.
Il suo ottimismo vacillerà solo un attimo, quando a seguito di un incidente, rischierà di perdere l'uso delle gambe, la sua salvezza sarà proprio il "gioco della felicità"ovvero cercare di trovare il lato positivo anche nei momenti più bui e difficili.
Sembra una storia banale, ma non lo è, al punto che l'ottimismo, ci viene riproposto anni dopo attraverso il grande Tonino Guerra.
Chi non ricorda la celebre pubblicità: "Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita!".
Dovrebbe diventare un mantra per ciascuno di noi,da ripetere fin dal mattino, di fronte ad una tazza di caffè fumante, prima di iniziare la giornata, per finire alla sera, prima di addormentarci, per impedire a questo difficile momento storico di imbruttirci i pensieri e l'anima.
Momoblu

lunedì 29 dicembre 2014

Promemoria per in nuovo anno: recuperare la fantasia perduta.

I bambini sono certamente più allenati di noi, usano la fantasia praticamente in ogni cosa che fanno.
Se non sanno parlare bene usano i gesti per dare forma alle parole, per loro un dinosauro è blu e viola, ai loro occhi un cartone è una macchina da corsa o un treno veloce per andare a Roma, una palla di carta un pallone da calcio, saltano sul letto immaginandosi di tuffarsi in una piscina, un righello diventa il camion del signor Potter, pollice ed indice il fucile di un soldato, un bicchiere diventa un megafono, le briciole di biscotti sulla tovaglia la sabbia del mare.
"Non mi capisci!"ci ripetono spesso tra l'arrabbiato ed il meravigliato, loro sanno benissimo cosa vogliono dirci e trovano sempre un modo per comunicarcelo.
Noi adulti, e nel mezzo mi ci metto anche io, abbiamo disimparato ad usare la fantasia, troppi schemi mentali, troppi pregiudizi, troppi condizionamenti, troppe nozioni inutili.
Recentemente ho riscoperto Gianni Rodari.

Confesso, l'ultimo mio ricordo legato a questo autore risale alle elementari, quando la mia maestra, per attirare la nostra attenzione e far calare il silenzio in classe, tirava fuori dalla sua borsa un suo libro di racconti,"Il semaforo blu" (tratto da "Favole al telefono") era il mio preferito.
Anche ora, come allora, sono rimasta affascinata dalla perfetta fusione tra  reale ed immaginario, da cui prendono vita personaggi magici straordinari e colpi di scena, tali, da togliere il fiato.
Chissà se la mia nuova amica, La biblioteca del gufo, tra i suoi tanti libri, ne ha qualcuno di Rodari o se qualche gufetto li lascerà nella casetta per i suoi affezionati lettori.
Sicuramente un proposito per l'anno nuovo sarà quello di leggere più favole nella speranza di recuperare la fantasia perduta, con l'augurio che altri seguano il mio consiglio.
Momoblu

domenica 28 dicembre 2014

C'è chi ricicla i regali e chi ricicla l'ex!

A tutti sarà capitato di ricevere saponette, profumi,cornici o altro dall'odore vagamente di riciclo, con confezioni rotte, ingiallite, rattoppate maldestramente con lo scotch.
L'ultima frontiera del riciclo e' ricevere sms d'auguri dall'ex, che non solo ci ha lasciato, cornificato, insultato, interpretato magistralmente il ruolo della vittima con tutti i nostri amici, esasperate al punto di doverlo bloccare su WathsApp, Facebook,ma ancora non comprende perché non apprezziamo i suoi auguri.
Inutile scrivergli spiegazioni, siccome avremo sicuramente conservato le precedenti conversazioni, ricicliamole, con affetto, alla sua nuova fidanzata, sicuramente capirà!
Momoblu

sabato 27 dicembre 2014

Attenzione non è una meteobufala: finalmente la neve.

Avete mai visto quei vecchi film romantici,ambientati in inverno, in montagna, dove lei, avvolta in una morbida coperta, seduta sul divano, sorseggiando cioccolata calda e leggendo un libro, accanto al fuoco di un camino, aspetta trepidante l'arrivo di lui e nell'attesa guarda sognante la neve cadere?
Ecco con qualche variazione, coperta di pile riciclata dei bambini, succo d'arancia al posto della cioccolata per attenuare i sensi di colpa, niente camino, ma riscaldamento a pavimento,ecologicamente sostenibile,già mi vedevo stasera leggere un buon libro mentre contemplavo la neve scendere e posarsi sull'albero di Natale illuminato sul balcone.
Ed invece sono bastati meno di 5 cm di nevischio per spezzare l'abete in due parti, inutile ogni tentativo di ricomporlo, il pavimento esterno, troppo scivoloso, impedisce ogni operazione di riassemblaggio  ed accensione luci,a meno che non si voglia rischiare una caduta ed una folgorazione,quindi non mi resta che guardare i video e le foto postati da altri.
Per fortuna rimane il buon libro, qui accanto a me pronto per essere letto.
Momoblu

"Potrebbe essere dislessico

ma è ancora presto per una diagnosi definitiva che potrà essere fatta solo al termine della classe seconda", queste le parole della psicologa, alla quale mi sono rivolta, viste le evidenti difficoltà di lettura e di scrittura di mio figlio M. 7 anni.
Finalmente un nome, a quelle che inizialmente sembravano solo ansia materne, o al massimo, capricci o poca voglia di studiare.
M. è bambino sempre in movimento,se dipendesse da lui andrebbe in bicicletta ovunque, lo incuriosiscono i materiali ed il funzionamento degli oggetti (uno dei suoi programmi preferiti è "Come è fatto?"), è affascinato dallo spazio,  ha uno spiccato senso del gusto e adora cucinare, inventa giochi sempre nuovi, ama il cinema, ascolta quasi senza fiatare le letture animate, ma se deve leggere improvvisamente si chiude, diventa nervoso, ansioso,non sembra nemmeno lui.
L'inizio della seconda elementare non è stato semplice, tra tutte le prove svolte dalla maestre per verificare il livello della classe, due sono state un completo disastro: un dettato ed una prova di lettura con domande, a scelta multipla, di comprensione.
In entrambe le occasioni sono pianti disperati,forti mal di pancia,incubi notturni nonostante le rassicurazioni mie e dell'insegnate di italiano.
Inizio quindi a domandarmi se dietro alle sue reazioni ci siano problemi caratteriali o qualcosa di più specifico, chi mi conosce mi consiglia di attendere, di rispettare i suoi tempi, di farlo leggere tantissimo, ma quest'ultimo consiglio è controproducente.
Mi accorgo infatti che M., per non fare brutta figura in classe davanti ai suoi compagni, impara a memoria i brani assegnati nel week end, questo trucco però non funziona quando deve fare gli esercizi in classe.
A metà ottobre, dopo tre ore di test, la diagnosi, seppur parziale, "Potrebbe essere dislessico, è consigliabile iniziare una terapia logopedica di potenziamento della lettura non solo per velocizzare la lettura, ma anche per farlo sentire più sicuro."
Sono seguiti giorni difficili, a M. viene richiesto un doppio impegno, è necessario quindi concordare con le maestre una strategia da applicare a scuola ed a casa, la logopedia ha,naturalmente, la precedenza sui compiti che può anche non svolgere totalmente.
M. però è un bambino tosto,  pretende il massimo da se stesso e, anche se ha capito che ha qualcosa che lo rende speciale,non vuole sentirsi diverso dai suoi compagni,quindi accetta l'aiuto solo se finalizzato a fare le stesse attività scolastiche degli altri.
Ad oggi M. utilizza un programma che lo aiuta a leggere,  qualche settimana fa la logopedista gliene ha fornito un altro di ortografia per il riconoscimento dei suoni simili e per altre difficoltà, i miglioramenti sono lenti, costanti, ciò tuttavia non esclude la dislessia.
Recentemente la scuola di M. è stata scelta per uno studio universitario di statistica sui disturbi dell'apprendimento,la dirigenza scolastica però non ha adeguatamente e preventivamente informato i genitori di tale progetto e quindi, non tutti hanno acconsentito a far partecipare i propri figli al sorteggio a campione per poi essere successivamente sottoposti ai test.
Personalmente credo che molti abbiano paura di scoprire che il proprio figlio possa avere un disturbo specifico dell'apprendimento, e che, di conseguenza, possa essere oggetto di scherno da parte dei compagni ed eventualmente penalizzato nel corso della carriera scolastica.
Paure che potevano essere facilmente superate se, in questa'occasione, vi fosse stato quel collegamento, necessario, tra ricerca, istituzioni scolastiche e genitori fondamentale, affinchè  non solo vengano creati screening efficaci e sempre più precoci da proporre nelle scuole, ma anche strumenti didattici che siano d'ausilio agli insegnati ed ai genitori stessi per meglio affrontare queste problematiche all'interno di classi sempre più numerose e multietniche.
Episodio non isolato, infatti ci sono ancora docenti e collegi, di scuole di ogni ordine e grado, che nonostante la presenza di certificazioni e di POF personalizzati hanno dei forti pregiudizi non  solo nei confronti dei ragazzi e degli strumenti compensativi a loro concessi, ma delle stesse diagnosi di DSA , che ritengono in molti casi eccessive se non inutili.
Gli unici strumenti a nostra disposizione sono ricerca, informazione e collaborazione solo così si può combattere l'ignoranza e permettere ai nostri figli con DSA di sviluppare al meglio le loro capacità.
Momoblu



venerdì 26 dicembre 2014

Non siamo come lo Zoo di 105

Nei giorni scorsi, su Facebook, è scoppiata una feroce polemica che ha travolto lo Zoo di 105 colpevole di aver mandato in onda una scenetta sui ragazzi dislessici.
Non posterò nè il link del video nè la discussione nata nei giorni successivi, vi lascio immaginare.
Se l'intento di quelli dello Zoo era di far ridere, di ironizzare, bhe evidentemente il politicamente scorretto non paga, almeno nell'immediato, promettono infatti di non mollare.
Gestire al meglio un DSA richiede un notevole impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti a 360 gradi, 365 giorni all'anno, una pazienza infinita nello districarsi nella giungla burocratica uno scontro quasi quotidiano con ignoranza e menefreghismo, con istituzioni e personale spesso poco formato.
Tutto ciò non può e non deve essere amplificato, il rispetto per la diversità non può passare dall'ironia spicciola, gli stessi ascoltatori dislessici dello Zoo si sono sentiti colpiti ed offesi.
Quello che non fa notizia, almeno su Facebook, è la presenza di numerose persone che, all'interno dei gruppi sostengono ed aiutano genitori e ragazzi DSA, loro a differenza dello Zoo non hanno profili pubblici, ci sono anche se non li leggiamo e quotidianamente lavorano per aiutare a far accettare ai nostri ragazzi la loro diversità.
Diversità che non fa certo rima con stupidità, ma con creatività, necessaria sopratutto in questo periodo di forte crisi per superare questo immobilismo stagnante.
Momoblu

KO Playstation Live e Xbox Live: le fidanzate e le mogli ringraziano.

La notizia è di quelle da prima pagina che fanno scalpore: 

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/videogiochi-natale-amaro-hacker-mettono-ko-ps-network-e-xbox-live_2086426-201402a.shtml

Mi immagino la scena: uomini, di ogni età e condizione sociale, bambini compresi, che hanno atteso trepidanti la mattina di Natale, per scartare il loro regalo: la Playstation o L'Xbox.
Finalmente la ricompensa per le interminabili ore di coda davanti ai noti mega store digitali ad orari impossibili, in condizioni precarie al limite della sopravvivenza, la soddisfazione di  postare su Facebook il selfie con il nuovo acquisto, tutto questo svanito nel momento in cui, alla termine delle varie installazioni e dei numerosi aggiornamenti, si scopre che  nulla funziona.
Pianti, scene isteriche, disperazione, come se avesse perso il derby la squadra del cuore, sguardi persi nel vuoto, genitori che balbettano scuse senza senso sull'incompetenza tecnologica di Babbo Natale, incalzati senza sosta dalle domande dei figli, insomma un delirio.
La disperazione inizia a viaggiare su WhatsApp e sulle chat di Messanger dei vari gruppi a tema, qualcuno cerca su internet il più vicino centro di assistenza, altri, scontrino alla mano, pensano di farsi sostituire la consolle probabilmente difettosa, i più arditi già si vedono in causa contro i colossi di Sony e Microsoft e calcolano mentalmente i danni morali e materiali da chiedere, per tutti indifferentemente ed inesorabilmente si avvicina l'incubo peggiore: uscire dall'isolamento per la tombolata con la nonna o per interminabili partite ad uno, a mercante in fiera con amici e parenti.
Non ci sono più scuse per rifiutarsi di portare i figli sulle giostre, trascorrendo così un po' di tempo anche con la moglie, o di accompagnare la fidanzata a passeggio lungo le vie illuminate del centro.
Ma non vi preoccupate uomini, le vostre consolle funzionano,sembra sia stato un attacco hacker e già oggi l'emergenza pare rientrata.
Momoblu

giovedì 25 dicembre 2014

Rallentiamo, almeno a Natale.

La giornata volge al termine, Natale è quasi finito, anche se oggi alle 13 in tv scorrevano le pubblicità delle calze della Befana.
Insomma nemmeno il tempo di tagliare una fetta di panettone che già dobbiamo pensare se riempire con dolci, con giochi o con carbone  le calze, saltando velocemente il capodanno.
La maggior parte di noi farà gli auguri su WhatsApp, aggiornerà il suo stato su Facebook, condividerà auguri ed immagini natalizie preconfezionate, pubblicherà  foto con un semplice click che richiederà pochi secondi, e altrettanto farà chi ci risponderà.
I bambini avranno scartato una montagna di regali uno dietro l'altro senza quasi avere il tempo di rendersi conto chi ha regalato loro cosa.
Distratti, veloci, automatizzati, cosa rimarrà di questo Natale 2014 a distanza anche solo di 6 mesi?
Sembra che sia impossibile fermarsi, eppure questi momenti sono preziosi, ci permettono di ricordarci che non siamo solo numeri in questa società globalizzata, ma ben altro, di riscoprire le nostre tradizioni spesso alterate o addirittura dimenticate, di vedere le persone che ci circondano con occhi diversi.
Se non possiamo rallentare o tornare indietro, possiamo però fissare questi istanti semplicemente ritornando a fare quello che facevamo fino a qualche anno fa; scegliamo, scriviamo e spediamo un biglietto natalizio, scattiamo una foto, sviluppiamola ed incorniciamola, rechiamoci personalmente a casa dei nostri amici per far loro gli auguri, cuciniamo un dolce e condividiamolo con la nostra famiglia,prepariamo una scatola e riponiamola in un angolo del cassetto del nostro comodino o del nostro armadio, mettiamoci dentro non solo i bigliettini, ma anche un pezzetto della carta o del nastro che avvolgevano i regali, avremo così creato la nostra personale scatola del tempo che ci servirà per ricordarci tra 6 mesi, alle soglie dell'estate, che oggi era Natale.
Momoblu

martedì 23 dicembre 2014

Una torta... a metà!

Ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro, prima della pausa natalizia, e pensavo, nonostante avessi trascorso quasi 8 ore in ufficio, di essere abbastanza in forma per preparare la torta che avremo  mangiato tutti insieme la sera della Vigilia.
Se riescono i concorrenti di Masterchef in 10 minuti e sotto pressione, non vedo perchè non dovrei riuscirci io nella mia cucina.
Quanto mi sbagliavo!
La differenza tra me e loro è abissale,loro non hanno i bambini che ti chiamano non ogni 5 minuti bensì ogni 5 secondi per chiederti le cose più impensabili, un cellulare che suona sempre nei momenti meno opportuni, le lenzuola da piegare, cose sparse da riordinare continuamente, un'amica che proprio in quel momento ha bisogno di te, e la lista potrebbe continuare all'infinito.
 Nonostante tutto ero decisa a prepararla, 
Sono notoriamente disordinata e disorganizzata, quindi mi sono imposta di andare con ordine.
Come prima cosa consultare il quadernino delle ricette, sul quale ho iniziato ad annotare quelle che mi riescono meglio, peccato che abbia un sacco di correzioni ed appunti ed io mi sia dimenticata di ricopiarla in bella copia. Non mi demoralizzo, il procedimento e le dosi dovrei saperle a memoria, in fondo l'ho già preparata un sacco di volte.
Secondo passaggio preparare gli ingredienti, e fin lì nessun problema, se non che tutte le volte mi viene il dubbio se miscelarli poco per volta o tutti insieme, dubbio presto risolto, è tardi ed ho una planetaria, quindi butto tutto dentro.
Se fossi veramente brava, tra un passaggio e l'altro, dovrei tener libero e pulito almeno il piano di lavoro, ed invece mi ritrovo circondata dalle macchinine, che secondo il mio piccolino sono uno degli ingredienti principali della torta, dal telecomando della tv, da un giornalino ed ovviamente dal cellulare.

 Devo ammettere che dopo 20 minuti l'impasto è veramente bellissimo e buonissimo, non resta che infornare il tutto ed aspettare.
La brava cuoca inizierebbe a pulire, riordinare, io mi concedo 5 minuti sul divano, che poi non sono 5 perchè mi viene in mente che ho finito il detersivo da piatti, l'acqua e qualche altra cosa così mi metto a fare la lista della spesa per l'indomani.
Ah la torta!
Il timer è suonato da un po', non si sente odore di bruciato, dovrebbe essete tutto a posto,..peccato che si sia per qualche strano motivo divisa a metà!
"E' colpa del forno!" mi rassicura mio marito...
Ora capisco perchè mia nonna, con tre figli, iniziava a cucinare per Natale almeno una settimana prima!
Momoblu

Un piccolo folletto rosso.

Per poco non lo pestavo, se mio figlio non me lo avesse fatto notare: " Guarda mamma che cos'è?" chinandosi a raccogliere, quello che a prima vista sembrava, un piccolo pezzo di stoffa rossa sullo stuoino di casa.
Ho impiegato qualche secondo per realizzare che quello che stavo rigirando tra le mani era un piccolo folletto.
Un lungo cappello di feltro rosso con un filo per appenderlo all'albero, un maglioncino di lana rossa, un pomellino di legno per il naso e due per le mani, insomma di quelli che si trovano nelle bancarelle natalizie dei fai da te.
Un biglietto lo accompagnava: "Auguri da A. e M."i miei vicini di casa.
Non sono stata l'unica a ricevere questo piccolo dono, scendendo le scale tanti piccoli folletti erano appesi ai pomelli delle porte o adagiati in un angolino sulle stuoie.
Io non conosco i miei vicini, capita di scambiarci qualche saluto al volo quando per caso ci incrociamo, nulla di più, eppure loro hanno pensato a noi, e non solo, e nottetempo hanno distribuito i loro piccoli doni.
Un gesto semplice che dimostra che in fondo Babbo Natale esiste, anzi ne esistono tanti,. ben nascosti tra di noi, ma se sappiamo vederli  allora  riscopriremo il vero significato del Natale.
Momoblu

lunedì 22 dicembre 2014

Un gufo ci ha fatto trovare...

Ieri  solstizio d'inverno era anche la domenica che precede il Natale e come da migliore tradizione dedicata allo shopping.
Anche io ho fatto acquisti o meglio li hanno fatti i miei figli ed in particolare la loro attenzione è stata attirata da uno scatolone posizionato strategicamente ad altezza bambino sotto i portici :

due libri forse un po' datati e leggermente rovinati, ma donati con tanto amore (soprattutto per la lettura) a "La Biblioteca del Gufo"  (potete trovare il profilo su Facebook), una realtà ormai consolidata nel mio paese d'origine.
Lì i libri hanno una seconda vita, viaggiano di casa in casa, da libreria a libreria, a volta ritornano nella bacheca a volte lasciano il posto ai nuovi arrivati per iniziare una nuova avventura.
Ieri erano ancora più speciali, infatti chi li sceglieva faceva anche una donazione a ASEOP Onlus
per la realizzazione della "Casa di Fausta" a sostegno di chi deve affrontare cure oncologiche lontano da casa.
Un libro per un sogno.
Momoblu

domenica 21 dicembre 2014

Breve, ma intensa presentazione.

Ho pensato e ripensato a quale sarebbe stato il contenuto del mio primo post, potevo scegliere un argomento di cronaca molto dibattuto,  buttarmi su una citazione letteraria o su una citazione musicale ed invece sono continuamente interrotta dal mio figlio più piccolo che vuole le coccole.
Ha 4 anni e la sua richiesta, sopratutto di domenica mattina, non solo è perfettamente legittima, ma assolutamente da soddisfare.
Quanti di noi nella continua corsa quotidiana si fermano a coccolare i propri figli? Quanti di noi si fermano un attimo per ascoltarli o anche solo per abbracciarli? Quanti di noi si fermano a guardarli negli occhi?
Soprattutto in questo periodo, nel quale per definizione dovremo essere tutti più buoni, invece che affollare gli ipermercati trascinandoci dietro quasi di peso bambini urlanti e capricciosi, prendiamoci un momento per stare con loro, portiamoli ad un laboratorio, sulle giostre o semplicemente sediamoci accanto a loro e leggiamo loro un bel libro.
Momoblu